Dopo averlo visto in versione video, ecco tutta l'intervista completa a Walter Sabatini, che ha risposto a Fabrizio Romano in diretta sul nostro canale Twitch. Di seguito, il botta e risposta con il direttore sportiva in esclusiva a SOS Fanta.

MARQUINHOS - "Provo orgoglio nel vederlo ai Mondiali, il sentimento più diffuso nel calcio quando si fanno le cose correttamente. Il suo acquisto lo devo alla mia capacità di ascolto e di infondere fiducia a chi lavora con me. La vicenda di Marquinhos è stata quasi casuale perché Beccacioli, un mio ex collaboratore alla Roma che ora è al Napoli, faceva il match analyst e corse nel mio ufficio facendo le scale a rotta di collo. Mi disse 'Direttore, direttore, ho visto un giocatore incredibile! Gli ho visto fare un recupero di 60 metri'. Gli dissi di farmelo vedere immediatamente. L'ho visto recuperare 20 metri di svantaggio a un avversario, ha mangiato il campo e quando è arrivato a contrasto mettendo palla in calcio d'angolo poi si è messo ad insultare tutti. Era un ragazzo di 16 anni ed io la trovai una cosa così virile. La palla stava rotolando in calcio d'angolo ed io dentro di me lo avevo già comprato".

US Salernitana v AC Milan - Serie A

EDERSON - "Come l'ho preso? Gli ho visto fare uno stop orientato passando in mezzo a due avversari subito dopo gli ho visto fare un'apertura morbida perfetta nel dosaggio e nella direzione. Lì ho deciso immediatamente di prenderlo. Immediatamente. Lui è un giocatore da Champions League, all'Atalanta sta facendo fatica perché deve rispondere a tante richieste tattiche dell'allenatore e lui è un giocatore che ha bisogno di un pochino di libertà. E' una cosa normale, non è colpa di nessuno. La richiesta di Gasperini di attenzione nella marcatura uomo su uomo lo sta un pochettino spaventando in questo momento. Ederson ha bisogno di giocare in libertà, anche se nel calcio contemporaneo nessuno può giocare in libertà. Posso garantirvi che Ederson è un giocatore che si imporrà e farà bene e sorprenderà. Non gli trovo difetti: ha forza, velocità, resistenza, tecnica. Quindi non capisco dove potrebbe fallire".

MAZZOCCHI - "Vederlo in Nazionale? Una gioia incommensurabile perché Mazzocchi è un ragazzo di principi bellissimi, un ragazzo onesto e pulito che ha sofferto. Mazzocchi è un giocatore fortissimo perché il cambio di passo e l'accelerazione che ha Pasquale ce l'hanno in pochi. I rumors con Napoli e Inter mi sorprendono? No assolutamente. Imprevedibilmente lui ha anche una guida della palla straordinaria, ha delle sterzate straordinarie. Non è solo corsa, è anche tecnica. Dico imprevedibilmente perché nel vederlo esprimere questa forza, questo incidere in campo uno non si aspetta queste soluzioni di alto livello in campo e invece lui ce le ha. Per me è una gioia umana prima che calcistica, mi emoziona vederlo in Nazionale".

ARNAUTOVIC - "L'ho voluto con disperazione, se non fossi stato disperato non sarei mai riuscito a portarlo a Bologna. Si partiva da una cifra che il Bologna non poteva neanche pensare. Però ci abbiamo lavorato sopra insieme a Claudio Fenucci, siamo riusciti a diluirla quella cifra poi la carriera di Marko Arnautovic è stata assolutamente al di sotto delle sue possibilità. Marko è un giocatore fantastico, un pochino turbolento. Quando l'ho preso gli ho detto: 'A me piacciono i giocatori litigiosi'. Forse lui esagera un pochettino però è un giocatore fantastico. Guardate i palloni che gioca di prima, lui ha una restituzione della palla talmente limpida e talmente pulita che veramente si fa fatica a trovare un giocatore di questo stesso livello. Giocatore fantastico che ha fatto meno della metà di quello che poteva. Forse il suo momento d'oro al West Ham non è riuscito a sfruttarlo fino in fondo. All'Inter non conta perché è arrivato quando aveva 19/20 anni. La sua vera maturazione è adesso al Bologna, io mi aspetto che vinca la classifica dei cannonieri quest'anno. Se non vincerà, mi deluderà moltissimo".

KVARA - "Verso Giuntoli provo un'invidia sportiva. Perché il ragazzo viene da un territorio sconosciuto, non è come prendere un giocatore in Argentina o in Brasile o in Serbia che sono bacini d'utenza noti a tutti prenderlo. Io ho già avuto un giocatore georgiano tanti anni fa che fra l'altro era anche forte. Un po' coglione, ma forte, Mchedlidze, che al suo esordio nel Palermo fece gol a Torino contro la Juventus e vincemmo la partita. Certo che invidio Giuntoli. Kvara è una locomotiva, rivoluzionaria come quella di Guccini perché quando parte è una rivoluzione. Quanto vale? Non vale niente perché non lo venderanno quindi è inutile attribuirgli un valore".

KIM - "Mi ha stupito molto e in generale la campagna acquisti del Napoli è più che lodevole perché hanno fatto tutte scelte coraggiose e indovinate. Quindi sono veramente ammirato da quello che ha fatto il Napoli e anche leggermente invidioso".

PASTORE - "Qualcuno in Serie A che me lo ricorda? No, mi dispiace. Vorrei vederlo. Il talento di Pastore non è replicabile. Mi dispiace che l'ultimo Pastore abbia lasciato un ricordo di sé sbagliato. Pastore era un giocatore magico, io gli ho visto fare delle partite veramente poetiche. Un coraggio, una strafottenza, un modo di interpretare le situazioni tecno-tattiche irripetibile. Non vedo giocatori come lui. Anzi ne ho visto uno per caso in Argentina che ha qualche movenza come la sua. Gioca in Serie B ma devo studiarlo meglio. Io non mi azzardo mai a fare un paragone simile. È come dire che visto un giocatore come Totti, è improbabile e impossibile".

GIOVANI - "Un nome che mi ha sorpreso? Io non posso fare nomi perchè sono un dirigente e drogo il mercato se faccio nomi".

LEAO - "Leao è un giocatore che il Milan non può mai perdere. E' un giocatore che procura la gioia alla gente che lo vede allo stadio e io lo ribadisco sempre a tutti, anche ieri in un corso per direttore sportivi dove ho detto: 'Ricordatevi che il vostro primo compito, il primo dovere, è procurare la gioia della gente'. Il calcio è fatto per vendere la gioia alla gente. E quando vedi un giocatore che procura gioia con i suoi scatti e con i suoi affondi, mai lo puoi perdere".

MILINKOVIC - "Sorpreso che non sia mai arrivato un super club per lui? Il calciomercato non è ancora aperto e non è detto che non possa succedere. Non sono nemmeno sicurissimo che Lotito lo ceda il giocatore per 100 milioni. Lotito le sue cose le protegge, è un uomo molto duro sotto questo punto di vista. Non è detto che a 100 milioni venda un giocatore. Certo che sono sorpreso comunque, vedendo come hanno speso i soldi ad esempio il Manchester United e diversi altri club. Non si sono mai avvicinati a un giocatore come Milinkovic-Savic o a un giocatore della sua qualità. Hanno preso dei giocatori della metà della valutazione tecnica di Milinkovic con valutazioni economiche veramente incredibili, impossibili da pensare".

RADONJIC - "Era un bambino ma noi alla Roma, me per primo, abbiamo sbagliato con Radonjic. Era un ragazzino che veniva da una famiglia abbastanza problematica in Serbia, non abbiamo capito che si trattava di un ragazzino che andava accompagnato, curato e ben voluto. Lo abbiamo accompagnato ma senza particolare impegno. E lui si è un pochino perso nonostante le qualità eccellenti che aveva immediatamente messo in campo. Quando Radonjic stacca la palla, l'erba scotta, l'erba brucia. Anzi vedi la traccia di fuoco sul terreno. Io credo che faccia 9,9 sui 100 metri. E' un giocatore incredibile con grandi qualità tecniche. Però lo abbiamo un pochino trascurato per cui il giocatore si è un pochino smarrito poi si è ritrovato nel Marsiglia e poi adesso sono stato molto contento quando il Torino lo ha preso. Ho visto che è riuscito a fare delle buone partite ma vedo che c'è ancora tanto lavoro da fare per lui perché deve trovare una disciplina tattica più evoluta. Rimane un giocatore fortissimo".

DE KETELAERE - "Come lo vedo? E' uno di quei giocatori che sconta la sua valutazione, il prezzo che è stato pagato. E' sempre sotto la lente di ingrandimento quindi gli potrebbe pesare ma deve trovare un ritmo più alto perché non è abituato ai ritmi della Serie A ma avrete rilevato anche voi che ha una grande sensibilità sul piede, non serve uno specialista. Ha delle movenze da giocatore importante ma deve trovare una maniera di alzare l'asticella del ritmo. Lo farà con qualche mese di apprendistato e io non credo che il Milan abbia sbagliato l'acquisto. Credo solo che si tratti di aspettarlo e di dargli un po' di fiducia. Certo che sono giocatori che arrivano in strutture già complete, in squadre che hanno già vinto come il Milan e che hanno i loro titolari per cui fanno un po' di fatica. Non è che il ragazzo è arrivato, gli hanno dato una maglia da titolare e gli hanno detto 'Vai in campo e fai sei partite poi vediamo'. Si fa sempre con il contagocce, inevitabilmente, lo dico senza polemica. Non è una provocazione. Giocare in una squadra che ha vinto recentemente il campionato con dodici titolari è dura. Gli manca continuità e bisognerà dargliela prima o poi".

DZEKO - "Lo rinnoverei all'Inter? Lo adoro per cui non mi fate questa domanda, gli farei un contratto a vecchiaia fino all'età pensionabile. E' un essere umano straordinario, un ragazzo splendido. Poi guardate l'intelligenza di Dzeko, basterebbe per risolvere un enigma mondiale. Lui gioca per la squadra con una sensibilità straordinaria: si abbassa a prendere la palla, triangola, scarica palloni, apre il gioco quando c'è da aprire il gioco, va a chiudere l'azione quando serve. Finché il fisico lo sostiene, Dzeko deve giocare ai massimi livelli perché l'intelligenza glielo permette. Non è mai stato un giocatore che gioca con la forza, la usa solamente quando è necessaria. Gioca realmente con l'intelligenza e con la sensibilità tattica. Io gli faccio un contratto a vita ma io non conto, gli voglio troppo bene".

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