TIFOSI CAGLIARI - "I tifosi sono incredibili, in questi anni ho imparato a conoscere il sardo. Ti chiede coerenza. Abbiamo bisogno dei nostri tifosi. Cerco di trasmettere alla squadra la mia serenità, per questo ringrazio la dirigenza. Anche io ho le mie debolezze, la paura ti permette di rispettare tutti e non sentirti mai arrivati. Palestra dopo tutte queste giornata faccio fatica a descriverlo per quello che sta dimostrando, non so se sia pronto per la Nazionale, questo deve dirlo Gattuso. Le sue prestazioni però sono sotto gli occhi di tutti".
GAETANO REGISTA - "Ma io penso che in futuro lui possa giocare lì. Penso che lì ha la personalità per smarcarsi, per giocare sotto pressione. Una squadra come il Cagliari, nelle sue reali possibilità, deve cercare di fare un po' di palleggio, e lui ce lo può fare. Poi è normale che anche il ragazzo era convinto di spostarsi 20 metri più dietro e questo ha facilitato la cosa. Abbiamo lavorato da lontano, perché siamo partiti dal Bologna, che era la quinta, sesta giornata, dove l'avevo fatto entrare in quella posizione. Poi è normale che è un ruolo diverso, ci sono delle letture difensive diverse, però il ragazzo è predisposto perché gli piace stare in quella posizione. Io penso che lui, complice anche il fatto di non aver fatto il ritiro e magari, tu sai, ha fatto fatica ad entrare in condizione all'inizio di andata, ha incassato più cose, ma poi messo in quella posizione ha alzato sicuramente il suo rendimento".
GESTIONE PERIODO - "Ma sicuramente mettendo sul tavolo la mia discreta esperienza in Serie A, la mia piccola esperienza in Serie A. Non è che ho fatto 20 campionati, però so che la Serie A è infida, so che una squadra come la nostra, avendo tanti giovani, può esaltarsi facilmente. E io con lo staff devo essere bravo a centellinare queste esaltazioni. Per cui siamo venuti a Roma, ho cercato di metterci in uno stato d'animo come se avessimo fatto un punticino in tre gare. Ripeto, al netto delle difficoltà, più per meriti della Roma che per demeriti nostri, parlo soprattutto nel nostro terzo di campo difensivo, penso che la squadra comunque abbia lasciato tutto sul campo e questa è una caratteristica che non è banale".
DOSSENA - "Quando un ragazzo non gioca, se non avesse giocato stasera, la settimana prossima sarebbero stati 11 mesi. Per cui, prima gioca, e meglio è per lui, perché poi questi calciatori o non giocano per scelta tecnica, o non giocano per infortuni come è successo nel caso di Alberto. È normale che prima giocano e prima possono trovare anche condizione, perché la condizione si trova in partita, sicuramente non la trova in allenamento. Detto questo, penso che già il fatto di aver tenuto tutta la partita è un segnale di incoraggiamento. Poi è normale che le distanze fanno la differenza quando sei lontano dai campi da tanto tempo. Però sono contento, sono contento perché non era facile, hanno dovuto marcare un attaccante forte. Potevamo sicuramente lavorare meglio sulle linee d'anticipo, però sono soddisfatto perché ritroviamo un calciatore che ha bisogno di fare minutaggio per darci il suo contributo".
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