Leo Ostigard, difensore del Genoa, ha parlato ai microfoni del Secolo XIX: ecco le sue dichiarazioni. GENOA – “È una cosa che senti dentro. Nel 2022 il Genoa era in una situazione difficile ma i tifosi mi hanno dato tanto amore. In...
Leo Ostigard, difensore del Genoa, ha parlato ai microfoni del Secolo XIX: ecco le sue dichiarazioni.
GENOA - "È una cosa che senti dentro. Nel 2022 il Genoa era in una situazione difficile ma i tifosi mi hanno dato tanto amore. In ogni club in cui sono stato mi chiedevo: qui puoi essere te stesso? Al Genoa mi sento di poter essere al 100% Leo Ostigard. Una roba simile l'ho provata al Napoli, pure lì c'è passione. Qui c'è un legame che mi porta a dare il massimo. Ho giocato in tutti gli stadi d'Italia, il Ferraris è tra i migliori. Anzi, il migliore, così compatto, con i tifosi vicino, c'è uno scambio di energia unico. Ricordo quando venni qui col Napoli, da rivale pensi "qui è dura". In casa sentiamo di poter battere tutti".
RISCATTO - "Sono felice del riscatto anticipato, mi piace tutto, club, città, tifosi. Vorrei fare qualcosa di speciale col Genoa. Con De Rossi non ci arrendiamo mai. Grande mister, perfetto per il Genoa, ha passione, qui serve gente che dà tutto. Dopo il suo primo discorso pre-partita sentivo una carica tale da poter "ammazzare" qualcuno, ti dà motivazioni incredibili. Vogliamo vincere più partite possibili per salire in classifica. Ora sappiamo di poter sconfiggere anche chi è più forte. Ci proveremo pure sabato con il Napoli".
NAPOLI - "Lì ho vinto lo scudetto, è stato incredibile. L'anno dopo è stato tosto, poi hanno vinto di nuovo, sono forti. Ora sono lì in alto anche se in difficoltà per gli infortuni. Lì ero tra i più giovani, Rrahmani e gli altri mi aiutavano. Ora tocca a me farlo, con Otoa, Marcandalli, Zatterstrom, hanno potenziale, mi piace parlargli, in campo e fuori, nel calcio un giorno sei un eroe, un altro ti odiano, devi avere calma, equilibrio".
CENTRALE A TRE - "Ho giocato di più a 4 ma anche a 3, in Francia, in Germania. Lì però si gioca a campo aperto, qui più di squadra, mi trovo meglio. Il mister chiede a tutti di giocare molto con il pallone tra i piedi, siamo professionisti, dovrebbe essere normale saperlo fare. La differenza la fa la mentalità, avere la fiducia di poterlo fare. A inizio stagione ci fidavamo meno di noi stessi, eravamo più spaventati. Ora tutti chiedono la palla. Per salire in classifica non puoi giocare solo con palle lunghe e duelli, devi saper controllare la partita. Con la Lazio, che è forte, lo abbiamo fatto a lungo".