Beppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter, ha fatto il punto sul mercato nerazzurro parlando alla radio ufficiale della Serie A.
Beppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter, ha fatto il punto sul mercato nerazzurro parlando a Radio TV Serie A con RDS. Le sue parole riprese da FcInter1908.
PAVARD - "Annuncio oggi? No, oggi no. Ma siamo messi bene. Abbiamo tirato molto alto in questa esigenza, siamo molto ambiziosi. Non è un'illusione. Spesso ci dicono che vogliamo illudere la gente, non è affatto così. Noi puntiamo obiettivi alti. Vogliamo gente forte. Vogliamo un mix tra giovani e meno giovani. Con i soli giovani non vinci nulla, ci vuole equilibrio".
LUKAKU - "Sicuramente in un mondo in cui quello che oggi è sì domani diventa no ci sono obiettivi che tu immaginavi di raggiungere e poi non raggiungi. E intanto perdi altri giocatori (riferimento a Dzeko ndr). Lukaku ha lasciato tanta delusione, mi limito a dire questo. Dove andrà? Adesso cominciano a chiudersi le strade. In Italia? Io penso di no, ormai mancano 10 giorni".
SCUDETTO - "Io credo sia un'Inter competitiva. Poi ci sono anche gli avversari ovviamente, sono sempre le stesse squadre candidate. Squadre più forti? Non lo so, dico che partiamo alla pari con il gruppetto di testa. Noi sicuramente abbiamo uno sforzo maggiore rispetto alla Juventus che può pianificare la partita settimanalmente. Cosa rispondo a chi dice che siamo stati fortunati in Champions? C'è la fortuna e c'è il merito, non si arriva per caso in finale di Champions. Lo scudetto di quest'anno coinciderebbe con la seconda stella, sarebbe assolutamente straordinario. Se ci fosse alternanza scudetto-finale di Champions ci potrebbe stare ecco".
CORREA - "Vuole spazio, non siamo indifferenti a questo. Con lui sta ragionando Ausilio. Cercheremo di accontentarlo se vuole andare via".
SANCHEZ - "Sanchez? Ci sta. Fa piacere che Sanchez voglia tornare. Sanchez è veramente un campione, ha grande passione per il suo lavoro. E' andato via a malincuore e ora ha lanciato segnali di ritorno, questo è vero".
ONANA - Quando un calciatore viene richiesto da un club più potente e ricco è difficile trattenerlo, davanti a richieste importanti i club italiani devono per forza dire sì. Onana è arrivato a parametro zero ed è stata una bella intuizione di Ausilio, è stata un'operazione assolutamente positiva. Onana guadagnerà di più, noi manager dobbiamo avere un'attività di scouting più pronunciata e trovare il sostituto".
LAUTARO - "Può essere finalizzatore e risolutore, può essere il terminale del nostro gioco. Ha fatto due gol, è molto attivo".
ARNAUTOVIC - "Sul taccuino dei grandi club ci sono grandi nomi e grandi ambizioni. Non voglio assolutamente ridurre il nome di Arnautovic. Prima avevamo altri obiettivi ma soprattutto per un fatto anagrafico. Venuti meno quelli, abbiamo colto questa opportunità. E ci dispiace anche averlo sottratto al Bologna, li abbiamo messi in difficoltà".
SENSI - "Siamo abituati a vederlo bene nel precampionato. Può darci un valido apporto se sta bene".
INZAGHI - "Rinnovo? Ma sì, quando c'è condivisione di idee diventa automatico".
SAMARDZIC - "Bisognerebbe aprire un altro capitolo. E' venuta meno un po' di serietà e di rispetto dei ruoli: alcuni ti dicono sì oggi e domani no. Dobbiamo adattarci ad un sistema cambiato anche nei valori, sono regole della vita e ci si deve stare. Le bandiere non ci sono più, i giocatori sono guidati dai loro agenti. Un giocatore come Mazzola o Rivera restava sempre in un solo club, oggi anche i big si muovono e muovono denaro".
CUADRADO - Si porta dietro una cultura della vittoria che serve moltissimo. Quando arrivò Pirlo alla Juventus, aveva vinto col Milan. Cuadrado è valido, ha una bella cultura della vittoria alle spalle che abbiamo anche noi. Bisogna mettere insieme l'entusiasmo del giovane e l'esperienza dell'anziano che viene trasmessa anche negli spogliatoi in settimana, la differenza la danno gli anziani. I tifosi dell'Inter hanno un grandissimo amore e la passione non si discute. Abbiamo ricevuto critiche sui social ma anche via mail ma fa parte del gioco: il calcio è cambiato, è evidente che l'amore verso una maglia ti porta ad essere sfiduciato quando pensi che la squadra non può essere completata ma non è così".
CESSIONI - "Non nascondo che siano arrivate richieste a noi adesso dal calcio arabo ma anche da altre leghe. Adesso è assolutamente impossibile per noi cedere un giocatore che fa parte dell'ossatura della prima squadra. Ci può essere un vantaggio economico ma poi devi sostituire i giocatori. E con chi?".
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