Sant’Olcese, provincia di Genova: è ampiamente passata la mezzanotte quando arriva una chiamata ai Carabinieri per una lite a un'asta del fantacalcio.

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È l'uscita più folle di sempre? Il portiere interviene... in rovesciata fuori dall'area: guarda qui

Sant’Olcese, provincia di Genova: è ampiamente passata la mezzanotte quando arriva una chiamata ai Carabinieri per una lite a un'asta del fantacalcio. Urla e voci si sovrappongono ancora una sull’altra: ecco la ricostruzione di quanto accaduto riportata da Il Secolo XIX. "Disturbanti e fastidiose allo stesso tempo per chi quella sera vuole prendere sonno. Ma in corso - lo scopriranno più tardi i carabinieri che interromperanno il gioco su richiesta dei residenti - c’è qualcosa che per l’ego di ogni appassionato di calcio conta più di qualsiasi altra cosa: l’asta del fantacalcio.

Il presidente del Fantacalcio legge il nome, i fantallenatori fanno — sulla base dei crediti che si hanno a disposizione — delle offerte. Il presidente quindi assegna il calciatore a chi offre di più. Chi ha partecipato a queste aste le racconta come «molto sentite» e spesso anche condite da birra e prosecco «ma senza mai andare oltre, perché bisogna restare lucidi», si racconta. Ma più che dall’alcol le aste sono condite anche da urla, discussioni e pure grida di giubilo quando si arriva a ingaggiare il campione voluto, sperato, sognato. Qualche esempio? Donyell Malen della Roma, Nico Paz del Como, Federico Dimarco dell’Inter o Scott McTominay del Napoli. E, tornando a Sant’Olcese, è proprio al momento di scegliere il big che l’asta subisce un rallentamento tanto inaspettato quanto sorprendente. Perché nel giardino si presenta una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Sampierdarena.

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I militari sono stati inviati sul posto dalla centrale operativa dell’Arma, dove intorno all’1 di notte sono arrivate diverse telefonate di persone che, a causa degli schiamazzi provenienti dal giardino, non riuscivano a dormire. Quando i militari dell’Arma si presentano nel condominio in Valpolcevera pensano inizialmente a una festa, un party di compleanno magari “andato lungo”. E non credono ai loro occhi quando trovano sul tavolo copie della Gazzetta dello Sport, penne, gomme, matite, sintesi di schemi, perfino album delle figurine insieme a tablet e dispositivi ad alta tecnologia per eventuali scelte dettate da algoritmi.

Non credono ai loro occhi quando vedono davanti a sé una quindicina di adulti - tra i 30 e i 50 anni - che discutono sul prezzo dell’attaccante del cuore o del portiere-saracinesca in grado di fare la differenza nel fantatorneo. Tuttavia l’intervento, catalogato come «schiamazzi notturni», avviene nella prassi più completa, esattamente come fosse una festa rumorosa. Viene individuato una sorta di organizzatore della festa — in questo caso inevitabilmente il presidente della fantalega — e lo si mette in guardia: o i rumori e gli schiamazzi finiscono immediatamente oppure scatta il rischio (serio) di denunce e sanzioni amministrative. I fantallenatori recepiscono subito il diktat: asta rinviata, si terrà di giorno e non più di notte. A raccontare la vicenda a Il Secolo XIX è un condomino dello stabile: «Siamo stati svegliati anche noi dalle urla e, quando abbiamo saputo che era tutto per l’asta del Fantacalcio, siamo rimasti sorpresi e divertiti»", si legge.

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