Juve, Inter, Napoli e Lazio lo seguono da vicino per il futuro. E Marash Kumbulla detto «Max», ma anche «Kumbu», non si nasconde nell’intervista esclusiva rilasciata al Corriere della Sera. Queste le parole del difensore centrale classe 2000 del Verona: “Sono molto serio, è vero, ma solo quando serve. So anche divertirmi. Mio papà e il mister penso intendano semplicemente dire che sono maturo per l’età che ho”.

FAME - “Diciamo che i giovani albanesi vengono da una cultura differente, che magari permette loro di avere più stimoli e ambizioni. Le mie radici albanesi mi trasmettono un forte senso di appartenenza alle tradizioni e alla storia del mio popolo. È un sentimento che mi spinge a dare sempre il massimo”.

Kumbulla

MEDICI ALBANESI IN ITALIA - “Sono orgoglioso di un gesto del genere, in un momento così difficile per l’Italia, che è sempre stata al fianco dell’Albania, quando l’Albania ne ha avuto bisogno. Ringrazio lui e i medici che sono venuti in Italia”.

VERONA - “Penso sia il sogno di tutti arrivare in alto con la maglia con cui ho iniziato: già è difficile arrivare in alto, farlo con la squadra con cui tutto è iniziato è indescrivibile. Mi sono detto “ce l’ho fatta” quando ho segnato il mio primo gol in serie A, di testa, contro la Sampdoria: un momento indelebile. Gli altri ci definivano deboli? Ci ha spronati a lavorare di più rispetto agli altri, ma sapevamo di non essere deboli e tantomeno spacciati…”.

POSTER DI CHIELLINI - “Sì: ho sempre ammirato la sua grinta e la sua voglia di migliorarsi. È un autentico guerriero in campo”.

SEGRETO - “Siamo un gruppo molto unito sia in campo che fuori. E questo aspetto aiuta a lavorare bene sul campo”.

JURIC - “Trasmette molto bene le sue idee: sa quando c’è da caricare la squadra e quando c’è bisogno di allentare la presa. Lo ringrazierò sempre per la fiducia che mi ha dato, al pari del direttore sportivo Toni D’Amico, che è stato il primo a credere in me, anche nei momenti difficili che ho attraversato. Ha tirato fuori il furore agonistico, che magari sapevo di avere, ma che forse nell’ultimo anno avevo un po’ smarrito…”.

20 ANNI - “Finora è stata la serata più bella della mia vita, perché ho festeggiato con la vittoria contro la Juventus. E per poco non ci è scappato anche il gol (annullato dalla Var, ndr). Dopo la gara non sono riuscito a dormire, a causa dell’adrenalina che avevo dentro di me: è una partita che porterò sempre nel mio cuore”.

DYBALA - “L’attaccante che mi ha messo più in difficoltà? Dybala, per le caratteristiche tecniche e fisiche: un funambolo”.

DIFESA - “Centro-sinistra e non centrale a tre? Mi piace molto, perché ho anche una certa libertà di propormi in avanti”.

QUARANTENA - “Ho imparato a preparare qualche piatto, come il risotto al tastasal, una specialità veronese con la carne di maiale macinata, salata e pepata”.

SOGNO - “Giocare in Champions”.

FAMIGLIA - “Il sogno come uomo? Crearmi una famiglia, rendendo felici le persone che mi vogliono bene”.

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