Zlatan Ibrahimovic dice tutto. Il fuoriclasse svedese si racconta a La Gazzetta dello Sport in un'esclusiva da leggere a cura di Francesco Fontana, direttamente da Los Angeles dove Ibra ha raccontato i suoi piani per il futuro vista l'imminente scadenza del suo contratto.
LA FORZA - "Sapete qual è la mia vera forza? Ho 38 anni ma la stessa voglia di vincere di un ragazzino: per me, questo è tutto".
CONTRATTO - "Il mio contratto scade a dicembre: valuterò bene cosa fare con la mia famiglia, l'Italia mi fa venire la pelle d'oca al pensiero dei grandi ricordi che ho".
TORNARE IN ITALIA - "Se torno è perché punto allo scudetto, non perché semplicemente sono Ibrahimovic. Non sono un animale da zoo che la gente va a vedere, posso fare la differenza".
VOGLIA DI SERIE A - "L'Italia è la mia seconda casa, lo sapete. Oggi in Serie A potrei segnare una ventina di gol, anche venticinque. Per continuare a giocare, però, devo trovare qualcosa che mi stimoli come dico io. Che mi accenda un fuoco dentro. Ho ancora un paio di mesi per decidere, l'importante è stare bene. A 30 anni ho iniziato a lavorare in modo maniacale per mantenermi come sono fisicamente. Attenzione, ho detto mantenermi: perché diventare più forte è impossibile! (ride, ndr)".
BOLOGNA - "C'è un'idea pazza. Se scegliessi di andare al Bologna, sarebbe solo per Mihajlovic: è un mio amico. Ci siamo sentiti. Mi ha detto: 'Zlatan, gli altri qui correrebbero per te. Tu stai davanti e buttala dentro'. Lo ringrazio ma la vedo difficile, se cambio idea lo chiamo subito".
NAPOLI - "Ho visto l'ultimo documentario su Maradona e mi è piaciuto molto. Mi è venuta quasi voglia di provare un'esperienza al Napoli: sarebbe fantastico replicare ciò che fece Diego, non dico che vado lì ma con me il San Paolo sarebbe pieno ogni domenica. Quella piazza crea entusiasmo, poi c'è Ancelotti che è un grande".
INTER - "All'Inter ora c'è Conte. Io non lo conosco, ma tutti mi dicono che dia il 500% ogni giorno. In questo io e Conte siamo uguali, ci saremmo trovati bene insieme: crediamo nel sacrificio, l'Inter ha fatto un super colpo".
LUKAKU - "Per Icardi parlano i numeri, ma ho un debole per chi si fa il mazzo per i compagni. Lukaku non fa cose strepitose a livello tecnico, ma la sua arma migliore è la forza. Se mi avesse ascoltato... allo United facemmo una scommessa: 'Ti do 50 sterline per ogni stop giusto'. E lui: 'Se li azzecco tutti, cosa mi dai?'. Io risposi: 'Nulla, semplicemente diventi un giocatore migliore!'. Per la cronaca, non accettò mai. Forse aveva paura di perdere. Lukaku è così: ha una voglia matta di spaccare il mondo, farà bene".
MILAN - "Il Milan è un disastro. Tante parole, pochi fatti. Questo non è il club di cui in tanti si sono innamorati, in Italia e nel mondo. Forse c'è gente sbagliata che oggi dovrebbe stare da altre parti. Quando ho giocato lì... beh, non mi sono mai sentito forte come al Milan".
CHAMPIONS - "Tutti vorrebbero vincere la Champions, sarei uno stupido se dicessi il contrario. Mi manca, ma lasciare l'Inter non fu un errore; in quel momento avevo bisogno di altro".
MORATTI - "Impossibile parlare male del presidente. Gli voglio bene, ha un cuore enorme. Per lui la persona è tutto, il calciatore viene dopo".
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