Zlatan Ibrahimovic è un fiume in piena. L'attaccante del Milan ha tirato bordate a tutti durante la sua intervista a SportWeek, non ha risparmiato un colpo a Ralf Rangnick (qui le risposte sul tedesco) mentre si lascia andare anche su altri aspetti determinanti per il suo futuro.
ALLENAMENTI - "Mi sento in forma. Come ti alleni giochi, e io devo fare ancora più degli altri".
AL MILAN GRATIS - "Ho deciso di tornare al Milan solo per passione. Infatti adesso sto giocando gratis...".
LA SFIDA - "Mi hanno detto che smettere in America era troppo facile. E allora sono tornato al Milan. Poi questo Covid ha fermato tutto, allora ho pensato: c’è qualcosa che non vuole che io smetta... per fortuna abbiamo ricominciato".
POLPACCIO - "Si è messo di mezzo anche il polpaccio, ma io due giorni dopo ho detto “sono pronto, torno in squadra”. Ibra è così. Ma loro mi hanno frenato".
IL RITIRO - "Ritirarmi? Fosse per me, non smetterei mai. Ma vediamo come sto tra due mesi, solo così potrò decidere".
ADDIO AL MILAN - "Vediamo cosa succede con il club. Se la situazione è questa, è difficile vedermi al Milan il prossimo anno, sono onesto. La situazione non è sotto controllo".
GAZIDIS - "Ho parlato per me e per la squadra con Gazidis, è stato un confronto necessario. Non era cattiveria la mia. Ma bisogno di avere spiegazioni sul futuro, il mio e quello del Milan".
NIENTE GRANDE MILAN - "Ho detto che il Milan non è il mio grande Milan, è vero. Ma dobbiamo fare tutto il meglio possibile anche in questa situazione. Sino alla fine. Ibra c’è, ci pensa Ibra. Io devo esserci per forza o li perdi i tifosi".
PROSSIMO CLUB - "Non so se c’è un altro club dopo il Milan, io non chiudo mai le porte. Ma vado solo in un posto dove comando, non in un posto in cui le parole non valgono niente. Ho ancora troppa passione per quello che faccio".
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