Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, si racconta in una lunga intervista a Tuttosport. Tra i tanti argomenti toccati dal numero uno dei sardi, anche i retroscena di mercato su Joao Pedro e Nainggolan, il futuro di Cragno e Simeone e la scelta di Di Francesco come allenatore.
DI FRANCESCO - “La sua voglia di rivalsa dopo l’esperienza alla Samp mi ha molto colpito. Chi viene a Cagliari deve avere una grandissima fame, una grandissima voglia. Lui è un allenatore importante, ha fatto un percorso strepitoso a Sassuolo, ha disputato una semifinale di Champions a Roma. Per arrivare a un tecnico così importante, evidentemente, il Cagliari aveva bisogno che questo allenatore passasse attraverso un fallimento. E il fallimento che Di Francesco ha incontrato alla Samp lo ha fatto tornare con più voglia e fame. E lui ha anche fatto tesoro degli errori che può avere commesso a Genova. Tutto questo mix, più il fatto che mi sia piaciuto tantissimo come persona, mi ha portato a prenderlo. E sono contento di esserci riuscito”.
JOAO PEDRO - “Ci sono state delle interlocuzioni tra i due ds. Hanno discusso di Joao, è vero. Ma il Torino proponeva solo scambi e noi non eravamo interessati a scambiare il nostro attuale capitano con un giocatore del Torino. È stato un mercato globalmente molto povero, per cui non avremmo disdegnato una cessione importante. Una cessione che ci avesse aiutato dal punto di vista finanziario. Non uno scambio. Difatti non abbiamo ritenuto idonea la proposta del Torino”.
NAINGGOLAN - “Dal punto di vista del tifoso ho un grandissimo rimpianto. Il Cagliari dell’anno scorso con Radja a un certo punto aveva dimostrato di essere una gran bella squadra, con lui in campo. Dal punto di vista societario, invece, dati i problemi economici del calcio, da presidente dico che alla fine sono contento che la trattativa non sia andata in porto, dati i costi. Ma da tifoso lo rimpiango e non poco, Radja. Dispiace che questa trattativa degli ultimi giorni, last minute, abbia fatto un po’ passare in secondo piano colui che ritengo uno degli acquisti più importanti della storia del Cagliari: Godin. Godin è un grandissimo giocatore di qualità, con una chiara leadership e tanta esperienza e trionfi alle spalle. Spero che i tifosi lo percepiscano fino in fondo, tutto questo”.
CRAGNO - “Vale lo stesso discorso fatto per Joao. Sono affezionatissimo a entrambi e sono indiscutibilmente due titolari assoluti. L’affetto che provo per loro mi fa dire che sarebbe bello arrivare a fare qualcosa di sportivamente importante assieme. Poi però, sotto altri punti di vista, se per uno dei due un domani arrivasse un’ottima offerta, è chiaro che non ci dispiacerebbe accontentare il giocatore nella sua crescita e incassare per il bene della società. Sarebbe giusto valutarla, insomma. Ma sperando, a quel punto, che l’altro diventi poi un giocatore bandiera del Cagliari”.
SIMEONE - “Ha fatto molto bene nel girone di ritorno, è il giocatore che ci ha dato di più in assoluto in quel momento di difficoltà in cui eravamo finiti. È stato determinante nella gestione di Zenga, e non solo per i gol. Mi auguro che ora dia continuità a ciò che ha fatto. È uno dei pochi giocatori che salvo da gennaio a oggi. Con Pavoletti e Joao Pedro abbiamo tre attaccanti di altissimo livello e questo è un motivo in più per cui ora questa squadra deve macinare punti. A volte si sottostima un po’ la rosa del Cagliari. Ma se hai tre attaccanti così, ti aspetti di fare un po’ più di punti. Sia chiaro: non sto mettendo pressioni su Di Francesco, è un discorso che parte da gennaio. Quando parti con un nuovo progetto e subito devi incontrare squadre come la Lazio, l’Atalanta e il Sassuolo, ci sta anche di fare solo un punto. Nessuna pressione, ribadisco. Ma auspico una discontinuità, un cambio di trend rispetto a tutto il 2020. È l’ora di dare una svolta”.
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