La Sampdoria accoglie il trequartista 20enne Gonzalo Maroni, che arriva dal Boca Juniors e ha già sostenuto le visite mediche. La Gazzetta dello Sport lo presenta così: “Adesso, l’obiettivo del pibe – nonché la speranza di tutta la Genova di fede blucerchiata - è ripercorrere il cammino di un idolo che, mercato permettendo, potrebbe persino trovare da avversario: Paulo Dybala, come lui originario di Cordoba e soprattutto anch’egli ex beniamino dell’Instituto. Lì Maroni è cresciuto e lì ha debuttato ad appena sedici anni, raccogliendo proprio l’eredità della Joya. I dubbi e lo scetticismo di chi ha sempre sottolineato la sua corporatura esile e gli scarsi centimetri (170 centimetri) si sono dissolti di fronte al talento e ai numeri che il ragazzino ha messo in mostra nelle poche apparizione in seconda divisione, dove per emergere bisogna anche (e soprattutto) lottare e sopportare colpi ai limiti del regolamento, e dopo il salto in Primera, dove ha iniziato a farsi largo nell’ultima stagione con il Talleres. A riassumere le caratteristiche di Maroni nel 2016 dopo il suo passaggio al Boca Juniors, dove conquistò tutti alle prime uscite a forza di sombrero e colpi di tacco, ci pensò Marcelo Arce, il suo primo allenatore nelle giovanili dell’Instituto. «È micidiale nell’uno contro uno, un predestinato. Raramente si vedono ragazzini in grado di saltare l’avversario con la sua disinvoltura», assicurò Arce proprio per spiegare l’origine del soprannome Maravilla.
Ammiratore di Messi come ogni giovane calciatore argentino da un po’ di anni a questa parte, Maroni ha più volte ripetuto di ispirarsi a Dybala, fattosi le ossa negli stessi campetti impolverati che ha frequentato fino a poco tempo fa. In realtà, per movenze, stile di gioco e posizione in campo ricorda un altro argentino che ha ben rappresentato la tradizione dei grandi numeri 10: Pablo Aimar. Dribbling, visione di gioco, ultimo passaggio e improvvisi cambi di direzione sono la specialità della casa per il giovane talento a cui, probabilmente, manca solo un po’ di peso specifico per reggere il confronto con la Serie A e con le ovvie aspettative della tifoseria. Su quello c’è modo di lavorare, come dimostrano i muscoli messi su ai tempi del Boca, dove i tifosi lo avrebbero riaccolto a braccia aperte. Ma il talento, ciò che più conta, c’è senza ombra di dubbio. E pure in buona dose. Il trequartista argentino, che può giocare con grande efficacia anche come esterno d’attacco su entrambe le fasce, potrebbe quindi diventare un giocatore molto importante per il gioco che dovrà andare a costruire Eusebio Di Francesco. A Genova c’è molta attesa per vedere all’opera questo talento assoluto”.
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