Cristiano Ronaldo è uscito dall'Europeo perdendo ieri contro il Belgio. Ora è tempo di pensare al futuro, bisogna capire se sarà ancora alla Juventus oppure no. Questa è l'analisi de La Gazzetta dello Sport, che ha appena pubblicato un aggiornamento sul suo sito: "Da oggi CR7 comincia a pensare al futuro. Che non sarà contro l’Italia a Euro2020 nell’immediato, ma sarà in Italia per l’ultimo anno del quadriennale con la Juventus? L’ora di deciderlo è arrivata, e con essa il momento di far partire il domino in un senso o nell’altro. Con un punto di partenza: il lavoro delle ultime settimane del suo super-procuratore, Jorge Mendes. L’incontro programmato con l’agente portoghese, che era previsto non nell’immediato, diventa adesso d’attualità".
LE POSSIBILITÀ - "A oggi Mendes non ha portato alla Juventus nessuna offerta per l’acquisto di Cristiano Ronaldo da parte dei pochissimi club al mondo che possono pensare a un’operazione del genere. D’altra parte gli accordi erano che ci si sarebbe aggiornati dopo l’Europeo, ma il livello dei soggetti e delle società eventualmente coinvolti fa escludere che eventuali piste già tracciate avrebbero potuto restare sotto traccia. Dal Manchester United era emersa l’idea di averlo come chioccia del gruppo Solskjaer, ma per una proposta d’ingaggio ben inferiore e comunque la sua priorità era Jadon Sancho, il cui arrivo è ai dettagli. L’ipotesi PSG era la più stuzzicante, sia per Cristiano che per l’emiro Al Thani, ma anche a Parigi la priorità è un’altra, trattenere Mbappé, e poi ci si muoverà di conseguenza. Proprio l’eventuale fallito assalto al francese potrebbe riaprire quella pista Real Madrid - la prima percorsa a marzo - che Florentino Perez ha escluso appena erano emerse le voci, col ritorno in panchina di Ancelotti come spiraglio sufficiente per Mendes per continuare a lavorarci".
LA JUVENTUS - "A tenere Cristiano Ronaldo a Torino viceversa sarebbe innanzi tutto la realpolitik. Quella della mancanza di altre strade percorribili, se confermata. O anche quella dell’impossibilità di trovare altrove un livello stipendiale paragonabile ai 31 milioni netti sottoscritti dalla Juventus, complice il fatto che la ricerca di CR7 di un orizzonte biennale e non più lungo (per poi andare a chiudere la carriera allo Sporting Lisbona) lega le mani alla possibilità dei club interessati di proporre investimenti spalmati negli anni e meno onerosi nella singola stagione. E certo anche i benefici fiscali offerti in questo momento dalla permanenza nel nostro paese. Ma al di là delle inevitabili e legittime valutazioni di convenienza, comunque diverse da quando due anni fa disse convinto “resto al 1000 per cento”, secondo quanto filtra Ronaldo lavorerebbe volentieri con Massimiliano Allegri, da cui non fu contento di separarsi due anni fa e sulla cui capacità di tenere alte le ambizioni Juve parlano i fatti".
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