Primi giorni di lavoro per Walter Mazzarri al Napoli. Il tecnico, però, sembra già avere le idee chiari sul come far giocare la sua squadra. Così La Gazzetta dello Sport: "Si riparte, - senza se e senza ma - dal 4-3-3 di Spalletti: il modulo dev’essere adattato alle caratteristiche dei giocatori. E i giocatori, per un anno intero, hanno dimostrato - con i fatti e non con le parole - di saper navigare in quelle acque. Certo, una differenza c’è e Mazzarri è troppo navigato per sottovalutarla: la partenza di uno come Kim, talmente bravo, forte nei recuperi, da accettare anche l’uno contro uno a campo aperto. Senza di lui è possibile che si arrivi a chiedere alla squadra di non alzare troppo la linea difensiva, accentuando di riflesso il calcio verticale. Per il resto, dicevamo, si va con il 4-3-3 spallettiano, immaginando - semmai ci sarà tempo - di virare qualche volta in corsa.

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L'obiettivo è poi liberare Kvaratskhelia. Nel 3-5-2? Nel 3-4-1-2? Nel 3-4-2-1? Assolutamente no. L’unica variante, ma non è di stretta attualità, è - con Di Lorenzo un po’ più avanti - il 3-4-3. Perché Kvara - altro che panchina o sostituzioni - per Mazzari è evidentemente il leader tecnico, e - come succederebbe con moduli diversi - non va innescato in mezzo al campo, da seconda punta, sottopunta o trequartista. Kvara ha bisogno di partire sulla fascia, dove ha un riferimento, con la libertà di scegliere come aprire le difese. Per consentire ad Osimhen - il più forte centravanti della Serie A anche per Mazzarri - di venire incontro, di allargarsi, oppure - come qualcuno sintetizza in gergo - di mangiarsi l’area di rigore. È dalle certezze acquisite in due stagioni che, insomma, ripartirà intelligentemente il Napoli. Dalla costruzione dal basso, da un 2-3-2-3 con i terzini (per capirci) che si alzano ai lati di Lobotka nella seconda linea, e da Zielinski al centro della tela".

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