MILAN - "Il Milan è un discorso diverso. Il Milan chiama in causa scelte di vita. Modric a Milano sta benissimo, meglio di quanto pensasse (e già era ottimista). Si trova bene, la figlia Ema gioca nelle giovanili, i compagni e soprattutto i tifosi gli vogliono un gran bene. I Palloni d’oro, in fondo, al Milan si sono sempre trovati bene. La società, anche in questa stagione di rivo- luzione, gli ha fatto sapere che lo vedrebbe ancora con piacere tra i corridoi di Milanello. Sta a Luka, e la volontà è di decidere dopo aver parlato per bene con Ruben Amorim. Il rapporto tra Modric e Allegri, un anno fa, era molto facile da prevedere. Allegri con i giocatori come Luka fa due cose: si innamora e li mette a giocare davanti alla difesa. Per lui la mezzala è fisica, copre campo, si inserisce, mentre il playmaker può essere un giocatore di tocco e controllo del ritmo. Con Luka, era fin troppo facile. Modric ha il fisico che ha, però controlla i tempi delle partite da quando aveva 10 anni. L’evoluzione è stata in linea con le previsioni: un giocatore chiave con e soprattutto senza palla, fase molto sottovalutata del suo gioco nei primi mesi".
AMORIM - "La storia con Amorim, invece, è da scrivere. Modric ha voglia di restare al Milan per un’altra stagione e chi lo conosce dice che, fosse per il suo istinto, non ci sarebbero dubbi: avanti. Il fatto è che era convinto di giocare un’ultima Champions. I soldi per lui non fanno la differenza, i minuti in campo nemmeno. Dopo il Mondiale il Milan tornerà al centro dei pensieri. Modric ascol- terà il suo corpo, la sua anima, la sua società e il suo allenatore. A quel punto, uno scenario si farà largo nella nebbia. Il più probabile? L’impiego in partite selezionate, magari evitando qualche trasferta di Europa League, magari giocando qualche volta il secondo tempo, non sempre 90 minuti. Se si sentirà a suo agio, andrà avanti".
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