Sono giorni decisivi per il futuro della Nazionale. Nel racconto de La Gazzetta dello Sport ci sono le ultime sulla panchina, a partire dall’incontro di ieri: “Il presidente federale Gabriele Gravina è arrivato nel pomeriggio al Centro Tecnico di Coverciano, mentre la squadra era in campo ad allenarsi. In serata ha incontrato il c.t. Roberto Mancini e i due si sono intrattenuti a parlare di cose azzurre, soprattutto dell’impegno con la Turchia di martedì prossimo che ha assunto, con il passare delle ore, un senso diverso da quello che aveva al fischio finale di Italia-Macedonia. Un incontro, non l’Incontro. Nulla di definitivo, nessun mercanteggiare, nessuna ricerca ostinata del futuro che verrà, nessun faccia a faccia risolutivo. Un normale scambio di vedute tra il presidente federale e il suo c.t. lasciando rosolare a fuoco lento il futuro della panchina azzurra. E’ ancora presto per impiattarlo. Servono tempo e riflessioni”.

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Ora si va verso la partita contro la Turchia con uno spirito diverso: “Alcuni giocatori chiedono di restare a Coverciano, per smaltire la delusione con i compagni, per giocarsela insieme come fosse una partita. Lo stesso Mancini si sveglia a Firenze con sentimenti diversi. Le parole che ha detto a fine match non erano retorica: «Voglio bene a questi ragazzi più che a luglio». E così, senza proclami, senza sceneggiate, con grande naturalezza, sono nati questi due giorni di lavoro e di clausura che vanno interpretati come un rito collettivo di espiazione, come il patto di fondazione di un nuovo futuro azzurro. Se così è stato, Italia-Macedonia non va interpretata come la fine del glorioso ciclo Europeo, ma come l’inizio di un nuovo ciclo azzurro. A sostegno di questa sensazione, il nuovo post di Mancini su Instagram, arrivato ieri mattina: «Il calcio a volte sa essere metafora spietata della vita. L’estate scorsa eravamo sul tetto d’Europa dopo aver portato a termine una delle imprese più belle della storia della Nazionale». Ecco l’orgoglio ritrovato dopo lo sconforto”.

Gravina insisterà per la permanenza di Mancini, che deve ancora prendere una decisione finale (se dimettersi o no): “Se il Mancio, rientrato dalla Turchia, dopo qualche giorno di riflessione lucida, lontano dal condizionamento dei sentimenti, dovesse annunciare l’addio, non sarà una sorpresa assoluta. Ma la sensazione forte, al momento, è che stia per imbeccare l’altro corno del bivio: restare. «L’unica mossa azzeccata ora è rialzare la testa e lavorare per il futuro». Infatti Mancini ha già cominciato a farlo, con i due giorni di clausura fiorentina, invece di sciogliere le righe. Invece di macerarsi sugli errori del passato, ha scelto di tracciare il solco per la nuova semina e per il nuovo futuro. Ha lavorato per il domani anche con il presidente Gravina, rimasto nel ritiro azzurro, abbozzando programmi da rifinire a Roma”.

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