Il Sassuolo scopre il 2004 Luca D’Andrea, ecco l'identikit fornito da La Gazzetta dello Sport: “Ha giocato nella posizione di Domenico Berardi, somiglia fisicamente a Giacomo Raspadori. Si chiama Luca D’Andrea, tra tecnica da mancino “rientrante” e corsa a passetti brevi può far pensare un po’ a entrambi, ma fermiamoci con i nomi celebri. Non gli farebbero bene. Sono stati fatti soltanto per far capire che tipo sia questo fresco diciottenne – nato il 6 settembre 2004 – che sabato a Torino ha festeggiato il debutto assoluto in Serie A, con il Sassuolo. Subito titolare, nonostante gli zero minuti fra i grandi. E’ arrivata anche una vittoria, che non guasta. Al Sassuolo il coraggio di valorizzare (o recuperare) i giovani non manca, per politica societaria e per facilità d’ambiente, nel senso che la pressione è minore. Gianluca Scamacca e Raspadori sono stati gli ultimi a lasciare i neroverdi, ma andando non troppo indietro, in Emilia si ricordano per esempio di Lorenzo Pellegrini preso dalla Roma a 19 anni, o del ventenne Manuel Locatelli portato in neroverde quando era in uscita dal Milan.
D’Andrea sabato nel primo tempo era proprio sulla fascia destra vicino alla panchina di Alessio Dionisi, che lo ha guidato e incitato in una partenza timida e con qualche errore. Ma il ragazzo ha anche fatto ammonire Buongiorno e Lazaro, ha saltato i difensori per servire un gustoso assist a Pinamonti. Insomma tecnica e personalità, mostrata anche in un commento su Instagram senza fare troppi sconti: «Ringrazio tutta la mia famiglia che mi è sempre stato accanto nel bene e nel male, ringrazio soprattutto le persone che non hanno mai creduto in me, per me è sempre stata una sfida contro di loro ogni giorno». Cresciuto a Ponticelli, portato al Nord dalla Spal nel 2017, D’Andrea è al Sassuolo dallo scorso gennaio. «Ne abbiamo viste di tutti i colori, a volte temevamo potesse mollare» ha detto il padre Antonio al sito della Gazzetta".
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