Oggi La Gazzetta dello Sport parla di un caso distinta per Bologna-Inter che potrebbe avere conseguenze pesanti: "A Bologna ieri c’è stato qualcosa in più, una “distinta di gioco” del club rossoblu, ovvero il documento ufficiale di gara che si consegna all’arbitro. È un’anomalia procedurale, un difetto di forma: le definizioni si sprecano, di fatto è un unicum, perché nessun’altra squadra che ieri non si è poi presentata in campo per via del blocco Asl - Salernitana e Torino, ad esempio - ha fatto altrettanto".
I dettagli li spiega così La Gazzetta: "La distinta del Bologna, documento che ormai da diverso tempo i club compilano on-line su un’area extranet della Lega, era stata caricata dai dirigenti rossoblu la sera precedente. Una sorta di “bozza”, che andava rivista il giorno della partita in caso di disputa della gara. Il caos che ha animato la vigilia del match - con lo stop imposto dalla Asl diventato ufficiale dopo le ore 21 di mercoledì - ha provocato la «dimenticanza». La distinta non è stata rimossa dai dirigenti del Bologna, tanto da esser diventata ufficiale, finita nelle mani dell’arbitro e in quelle dell’Inter.
E proprio Ayroldi, il direttore di gara designato per il match, ha chiesto conto al Bologna del documento. Per i rossoblu allo stadio c’erano l’a.d. Claudio Fenucci, il caposcouting Marco Di Vaio e il segretario Luca Befani, che avrebbero spiegato all’arbitro come il documento caricato on line fosse da considerare solo, e appunto, una bozza. Il vizio di forma sarà valutato dal Giudice Sportivo: in linea teorica, “presentare” una distinta e poi non essere fisicamente allo stadio di fatto porta dritto allo 0-3 a tavolino. È logico pensare che questo cavillo regolamentare possa trasformarsi in una battaglia giuridica a lunga scadenza. Le due società ufficialmente non commentano".
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