Dopo la sconfitta contro il Milan, la posizione del tecnico della Juventus Massimiliano Allegri è nuovamente in bilico. Il punto della situazione arriva da La Gazzetta dello Sport: "La Juve non ha niente: gioco, organizzazione, coraggio, anima, identità. Una squadra svuotata di tutto, benché nel 2022 sia stata riempita di campioni, o comunque di calciatori importanti, da Vlahovic a Pogba, da Di Maria a Bremer, da Paredes a Kostic (scelti, per di più, con una logica tecnica e tattica, cercando di colmare le lacune dell’organico). Questa situazione non può non chiamare in causa l’allenatore, principale responsabile del crollo bianconero, solo rallentato dalle vittorie contro Bologna e Maccabi. Non appena trova un’avversaria diretta la squadra si squaglia, e spesso accade anche contro rivali di un’altra dimensione, vedi Monza.

Juventus v Maccabi Haifa FC: Group H - UEFA Champions League

Allegri finora è stato salvato da un ingaggio che renderebbe particolarmente oneroso l’esonero, ma alla lunga le riflessioni dei suoi dirigenti non si fermeranno al denaro che costa mandare via il tecnico, quanto al prezzo di un’eventuale esclusione dalla prossima Champions. E se l’unico modo per provare a entrare tra le prime quattro sarà quello di cambiare la guida tecnica, la Juve interverrà. Per questo Max è un allenatore a rischio. Magari non adesso, nell’immediato, ma certamente nelle prossime settimane, e soprattutto in concomitanza con la lunga pausa per il Mondiale: quale migliore occasione per permettere al successore di prendere contatto con la squadra e con la realtà juventina? Sempre che, ovviamente, la squadra non riparta, in Europa e in Italia".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti