L'allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, ha rilasciato una intervista al Corriere di Bergamo nel corso della quale ha parlato sia del presente che del passato.

Malen

Gasperini: "A Malen ho detto che può battere il record di Higuain"

L'allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, ha rilasciato una intervista al Corriere di Bergamo nel corso della quale ha parlato sia del presente in giallorosso che di alcune scelte fatte nel recente passato, a partire dal no alla Juve. Ecco di seguito le sue parole.

NO ALLA JUVE - "Perché un anno fa, ha rifiutato la Juve, dov’è cresciuto calcisticamente? No comment (ride, ndr). Al limite, posso riconoscere che ho lasciato l’Atalanta, nel momento in cui ho realizzato che non era umanamente possibile fare di più".

TORNARE ALL'ATALANTA - "E chi può escluderlo? Una cosa è certa. La mia casa a Bergamo non l’ho venduta".

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ATALANTA - "Se hanno compreso tutti che all'Atalanta ho ottenuto il massimo? Mi pare proprio di sì. Non solo e non tanto per l’Europa League vinta. Ma per la qualità del gioco e per la costanza dei piazzamenti in zona Champions conquistati in nove anni. Non è il singolo trofeo a decretare la bravura di un tecnico. Emozione contro l'Atalanta l'anno scorso? Ci mancherebbe altro. Bergamo è stata la tappa più lunga e intensa della mia esistenza da girovago del pallone. Non ho rimpianti, ma provo una profonda nostalgia per una comunità dove mi ero integrato perfettamente. Non a caso ci torno spesso. Mi manca tutto, di Bergamo".

DUBBI - "Se ho mai dubitato delle mie idee? Certo che sì. Ho vacillato varie volte. L’esonero dall’Inter è stato forse il momento peggiore. Però ho saputo rialzarmi. E devo tanto all’Atalanta, che ha continuato a darmi fiducia, anche quando i risultati non arrivavano".

ROMA - "È una realtà completamente diversa, ovviamente. Ma non è una brutta città. Il problema più grosso è la sua cucina. Devo stare attento alle carbonare, sto ingrassando troppo. Sogno scudetto alla portatta? Il nostro piano prevedeva di arrivarci in tre anni. Non ci dispiacerebbe anticipare. Però siamo consapevoli che la strada è lunga. Nel football non esistono vie diritte o percorsi netti. Ci saranno alti e bassi. Se riusciremo a gestirli, chissà…".

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