sosfanta news Fabregas: “Perrone rigorista? No, era una tattica! Baturina, senza punta, rigori, Ramon e sognare…”

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Fabregas: “Perrone rigorista? No, era una tattica! Baturina, senza punta, rigori, Ramon e sognare…”

Guglielmo Cannavale
Il Como ha passato il turno contro il Napoli ai calci di rigore, ora è in semifinale di Coppa Italia. Dopo la partita Cesc Fabregas ha parlato così in conferenza stampa e a Mediaset.

Il Como ha passato il turno contro il Napoli ai calci di rigore, ora è in semifinale di Coppa Italia. Dopo la partita Cesc Fabregas ha parlato così in conferenza stampa e a Mediaset: "Traguardo storico, momento bello e positivo. L'euforia bisogna lascia per il fine stagione, sono dieci minuti di musica ma dobbiamo tornare con i piedi a terra perché dobbiamo giocare sabato".

RAMON SOSTITUITO - "Temevo il giallo sì. Ha 20 anni ed è inesperto, sta facendo ma non ha ancora quel ragionamento. Non sente la pressione, ho preferito fare così. Se rimani in dieci diventa difficile".

PRESTAZIONE - "Primo tempo abbastanza bene, poi dopo è mancato qualcosa. Già dal 1' abbiamoa ttacco la profondità e abbiamo mandato un bel messaggio. Abbiamo fatto una partita diversa nel senso difensivo. Non siamo andati a pressare alto. Capisco che è difficile senza infortuni ma abbiamo fatto la partita, ho messo la linea a cinque alla fine perché volevamo chiuderla in maniera diversa".

PRIMA DEI RIGORI - "Li ho ringraziati che mi fanno vivere queste esperienze. Ho detto che tanti non hanno vissuto questa cosa e quindi era fondamentale crederci. Ho detto di godersi questi minuti, i grandi erano loro. Noi potevamo avere paura. Li ho ringraziati per quello che mi danno tutti i giorni. Dobbiamo continuare così, niente è fatto".


STORIA - "Non possiamo negare che è un pezzettino di storia per il Como, non posso negarlo. Vittoria dedicata alla città, alla tifoseria, la meritano. Seconda volta che si va in semifinale, ma io non ho mai vinto una coppa arrivando in semifinale. Il calendario è tosto, giocheremo ora con la Fiorentina che non merita di essere dov'è. Dobbiamo essere sereni e piedi per terra, ma godersela. Parte del processo, un'esperienza importante, tanti ragazzi per la prima volta vivono questo. Io sono molto tranquillo, molto contento di quello che è successo".

SOGNARE - "Sognare è gratis. Ringrazio perché faccio un lavoro che amo, i ragazzi mi danno la vita, tutto. Una gioia impressionante. Ringrazio di andare a letto oggi sapendo che facciamo ogni giorno di più il Como grande. Quando sei allenatore ti dicono che quando perdi è colpa tua, quando vinci è un'altra cosa. Ora umiltà".

SENZA CENTRAVANTI - "Ovviamente conosco il mister, so che sarebbe venuto a pressare e a fare la partita. Abbiamo preparato un modulo che ha funzionato. C'è tanto da migliorare, il calendario ha un'influenza, noi siamo una squadra piccola e non sapete magari la nostra storia. Giochiamo contro la Fiorentina che ha avuto due giorni di riposo, poi il Milan e la Juventus a Torino alle 3 del pomeriggio. Tra San Siro e Torino abbiamo 60 ore di riposo... siamo una squadra giovane, ridotta. C'è solo un attaccante vero in squadra. Abbiamo vinto, fatto una grandissima prestazione".

MIGLIOR PARTITA - "No. Conte si vedeva che voleva vincerla, noi abbiamo saputo soffrire e competere, mi è piaciuto l'atteggiamento della squadra, abbiamo preso anche tante parole negative, critiche, siamo giovani... sono orgoglioso dei ragazzi, i rigori oggi erano difficili. Per la testa dei giocatori non era facile".

RIGORE - "Se toccava a Perrone? No, era una tattica. Avevo già visto che Palladino l'avesse fatto con Nico contro l'Atalanta. Quindi era per togliere un po' la pressione da Baturina. Si impara. Io sono responsabile di tutto quello che succede. Comunque, quando vinci sei un fenomeno e quando perdi malissimo. Io devo dare equilibrio alla squadra".