Alla terza partita di Serie A, l'allenatore del Sassuolo Alessio Dionisi affronterà José Mourinho. Per l'occasione, prima della sfida contro la Roma, il tecnico ha parlato in una lunga intervista al Corriere dello Sport: "Che effetto mi fa? Un bellissimo effetto. Mourinho ha segnato la storia del calcio e quando smetterà, lascerà una traccia indelebile avendo vinto due Champions con due formazioni non favorite come il Porto e l’Inter. Ha un grande carisma e indubbie capacità. E’ uno dei migliorie del ventunesimo secolo".

ROMA - "Le individualità e la voglia che hanno mostrato di sacrificarsi. Per noi non sarà facile perché di fronte avremo anche il pubblico dell’Olimpico: quel tifo deve essere un bello stimolo e non condizionarci in negativo come un po’ è successo a Verona. Abraham per Dzeko? Anche se diversi, parliamo di due grandi bomber. Dzeko lega di più il gioco, l’inglese è un vero finalizzatore, abile nell’attaccare l’area avversaria. L’età è dalla sua parte. Sarà difficile, ma non saremo vittime sacrificali".

US Sassuolo v UC Sampdoria - Serie A

SCUDETTO - "La favorita? Mi piacerebbe dire l’Atalanta, però credo che chi ha vinto l’ultimo campionato sia la prima candidata insieme alla Juventus".

SASSUOLO - "Sette sorelle? I valori tecnici e fisici dei giocatori di quelle squadre sono superiori. In una partita secca può succedere di tutto, ma alla fine in una stagione solitamente i valori emergono. Noi abbiamo ceduto Locatelli, Marlon e Caputo e a oggi non sappiamo dove collocarci. Sicuramente siamo sotto quelle sette: sarà il campo a dire quale posizione meritiamo, dall’ottava in giù. Il nostro inizio è stato positivo, ma è presto per dare giudizi".

TRIDENTE SASSUOLO - "Mancini ha chiuso con tre del Sassuolo? E’ una bella cosa per il Sassuolo e per l’Italia: vuol dire che in Nazionale non ci si arriva solo giocando con le big... Vederli tutti e tre insieme in campo è stato un vanto per il club e deve essere uno stimolo per i ragazzi".

RASPADORI - "Non mi stupisce. Ora inizieranno a parlarne tutti, ma lui non cambierà atteggiamento perché il ragazzo è più forte del calciatore. Che è bravo si vede da come tocca il pallone, ma quando lo conosci capisci che persona è. Vede la porta, è duttile, continuo durante la partita e intelligente".

BERARDI - "In Svizzera ha giocato e non mi aspettavo che durasse così tanto. Ora rientra da noi con entusiasmo e lo accoglierò a braccia aperte contando di rivedere il vero Berardi. Per il Sassuolo in passato è stato un giocatore determinate e dai primi allenamenti ho capito che può esserlo anche in futuro".

SCAMACCA - "Deve trovare continuità nella singola gara e poi nella stagione. Ha doti individuali importanti, è un bravo ragazzo e da quando è arrivato si è applicato molto. Da lui mi aspetto tanto. Più responsabilità dopo l'addio di Caputo? Lui sapeva anche prima di avere la mia fiducia. Caputo è partito perché c’erano giovani bravi e perché tutte e tre le parti in causa erano d’accordo".

DE ZERBI - "È una responsabilità perché lui ha lavorato qua tre anni, ha fatto bene e ha permesso a tanti giocatori di crescere. La società mi sta dando la possibilità di allenare un gruppo con una grande impronta e io voglio dare continuità, ma non sono De Zerbi. Qualcosa di diverso ci sarà".

EMPOLI - "All’Empoli ripenso sempre con affetto. Se sono diventato l’allenatore del Sassuolo è grazie a quello che ho fatto lì e ai giocatori che avevo. Succede che dopo un addio all’inizio i rapporti non siano idilliaci, ma il tempo mette a posto le cose se ci sono persone vere. Io non mi sono lasciato male, anche se l’ultimo ricordo della gente non è positivo".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti