10 VITTORIE - "La cosa mi inorgoglisce anche se quest’anno non ho applicato proprio un calcio zemaniano, ma siamo stati squadra: sempre compatti ed equilibrati".
LECCE - "Da 14 anni fa è cambiato tutto: questa è una società che ha fatto un lavoro certosino nell’avvicinare la gente alla squadra, la prima cosa che mi dissero allora, invece, era che erano intenzionati a vendere e non dovevo creare entusiasmo. Forse non ci dovevo andare ma ero giovane e prendevo tutto quello che arrivava".
MOMENTO CHIAVE - "La vittoria a Cagliari. All’andata avevamo perso, erano emersi i nostri difetti e avevo deciso di cambiare qualcosa dal punto di vista tattico. Al ritorno mi sono reso conto di aver fatto gli accorgimenti giusti. Con il Sassuolo siamo stati bravi e fortunati, ma la fortuna te la devi anche cercare: abbiamo rischiato il tutto per tutto a costo di concedere qualcosa dietro ed è andata bene".
ATTACCANTI - "Cheddira è cresciuto molto fisicamente nella seconda parte della stagione e doveva ritrovare quella fame che lo aveva contraddistinto in precedenza. Stulic è un giocatore che ha ottime potenzialità ancora inespresse: ci sono dei passaggi che deve ancora fare e che farà con il tempo".
CAMARDA - "È giovanissimo, un ragazzo d’oro e un professionista esemplare. Quest’anno è stato penalizzato dall’infortunio alla spalla. Chiaramente deve crescere dal punto di vista fisico e muscolare ma sono sicuro che sarà un grande attaccante".
CHI GLI PIACE - "Fabregas ha lavorato benissimo. Mi piace la sua filosofia e poi ha un giocatore che mi fa impazzire: Da Cunha. Il percorso che ha fatto è incredibile, è un centrocampista che sa fare tutto. E io, da ex centrocampista, lo ammiro molto".
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