REGOLAMENTO - "Tocca troppo spesso a noi. Devo lavorare sui dettagli di un regolamento di merda: dobbiamo essere passivi in area, sui contrasti, attenti a non sfiorare, a saltare con le mani in tasca. È tutto cambiato ed è agghiacciante non conoscere il limite di un chiaro errore: chi lo decide? Questi ragazzi non meritano di uscire bastonati dallo stadio. Hanno fatto una partita di grande intensità contro una squadra forte. Vanno forte in settimana e devo dirlo: sono encomiabili".
FRUSTRAZIONE - "Ci vuole tanto carattere e cuore, questo stadio ce lo ha dato. E' un peccato, non riesco più a entrare negli spogliatoi dicendoli di alzare la testa. Non meritavamo di finirla così un'altra volta dopo aver giocato così contro una squadra forte".
PRESTAZIONE ED ERRORI - "Gli errori fanno parte del calcio. I nostri gol arrivano da errori loro, se ti abbassi e gli fai giocare gli errori non vengono. Hanno un giocatore davanti che a campo aperto è uno dei migliori al mondo. Ho visto tante squadre portare via punti a Juve e Napoli. Faremo punti da un'altra parte".
CAMBI - "Ognuno sa che tipo di allenatore vuole essere. Contro una squadra forte, in undici contro undici, forse non avrei fatto quei cambi, ma con l’uomo in più bisognava provarci: non capita sempre di giocare 20 minuti con l’inerzia dalla tua parte. Col senno di poi forse le cose cambiano, ma non posso fare il lavoro di altri: devo fare l’allenatore. A volte sbaglio. La gestione andava migliorata. Il Napoli non voleva prendere il terzo gol: ho provato a sgolarmi. Abbiamo regalato dei possessi, poi non puoi sempre pretendere che i tuoi tirino sotto l’incrocio. Sui nostri gol loro sono stati imprecisi: nel calcio gli errori si pagano".
VAR - "Ero il primo tifoso del VAR: ai miei tempi qualche rapina in meno l’avrei subita. Gli stiamo dando un potere pericoloso, ma ormai non si torna più indietro. I contatti ci saranno sempre, il gioco cambierà e sarà un peccato per tutti. Ci stiamo dentro e tutti subiremo rigori del genere".
NOTE POSITIVE - "La cosa positiva è che questa delusione la conosciamo già. È un’ingiustizia che ho già provato: penso al match con l’Atalanta, con la Lazio pure. I ragazzi sanno cosa significa uscire così e come rialzarsi. Abbiamo una tifoseria che ci riconosce le partite che facciamo. Si riparte: dobbiamo salvare il Genoa e non fare un passo indietro".
© RIPRODUZIONE RISERVATA



/www.sosfanta.com/assets/uploads/202602/d393dc4f3d631e499449738a7a9278b7.png)