Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha parlato in conferenza stampa lanciando una frecciata non da poco al patron del Milan, Gerry Cardinale.

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Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha parlato in conferenza stampa dopo aver ricevuto a Palazzo Grazioli, a Roma, il Premio Sportivo alla Carriera dell'Associazione della Stampa Estera in Italia. Fra le sue parole anche una dura critica al patron del Milan, Gerry Cardinale.

CARDINALE - "Tre anni fa invitai Gerry Cardinale a cena. Mi fece un discorso al quale preferii non obiettare, altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori. Dal mio punto di vista diceva cose che non stavano né in cielo né in terra: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da vero imprenditore. A me si può rimproverare qualsiasi cosa, ma nel cinema ho sempre fatto l'artigiano. Sceglievo personalmente le idee e non ho mai prodotto un film che mi venisse proposto da altri: ho realizzato soltanto progetti nati nei nostri uffici. Ancora oggi con Carlo Verdone ci confrontiamo, partiamo da un'idea e poi la sviluppiamo insieme. E chi finanzia il prodotto? Io. Chi lo realizza materialmente? Sempre noi. Chi lo commercializza e lo distribuisce in Italia e all'estero? Noi". De Laurentiis ha poi trasferito lo stesso ragionamento al sistema dei diritti televisivi: "Siamo in una fase in cui ci sarebbe moltissimo da cambiare. Si parla di DAZN: leggevo un articolo sulla diminuzione percentuale degli spettatori rispetto all'anno precedente, mentre loro guadagnano anche attraverso le inserzioni pubblicitarie. Bisogna capire una cosa: così come quando realizzo un'opera audiovisiva sono io stesso a commercializzarla, ho sempre chiesto ai miei colleghi perché non dovremmo essere noi a vendere direttamente le partite ai nostri tifosi in tutto il mondo. Juventus, Milan, Inter, Napoli e Roma sono le squadre con più tifosi e rappresentano il motore del calcio italiano. Questi club dovrebbero farsi carico della commercializzazione del prodotto calcio".

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CONTRO GLI ULTRAS - "Perché sono contro gli ultras? Il calcio deve essere passione e partecipazione ed è altamente educativo per i bambini. Non può esserci spazio per gli hooligans e per il concetto Acab. Non puoi avere gruppi ultras con radici mafiose, 'ndranghetiste e camorriste. Finché questori, prefetti e ministri dell'Interno non prenderanno in mano la situazione, il problema resterà. Avete visto quello che è successo all'Inter un anno e mezzo fa? Lo avete visto tutti, no? Questo è un altro grande problema".

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