È un nuovo Perotti. Di Francesco ha le idee chiare e considera l'argentino un giocatore molto importante per la sua Roma. Dopo sei mesi da protagonista, appena arrivato nella Capitale, l'ex Genoa ha vissuto una stagione di alti e bassi: buoni numeri, ma nel corso dell'anno ha perso il posto da titolare. Ora è partito con due gol (uno su rigore) in amichevole contro il Pinzolo.
✅ IL RUOLO – Ora sarà un Perotti 2.0. Di Francesco gli sta cambiando il ruolo, sta modificando la sua posizione in campo e lavora sull'atteggiamento. Non più esterno ad aspettare il pallone, ma più accentrato e tra le linee, a dialogare con i compagni e in particolare con la punta. Un'ala d'attacco che sappia far male anche più vicino alla porta. “Diego ha fatto bene questo lavoro, giocando tra le linee. E ha dimostrato tutta la sua pericolosità”, l'ha promosso Di Francesco. Ma si riapre il caso ruolo al fantacalcio: è giusto che nel listone sia ancora centrocampista? È questa l'ipotesi più probabile al momento, anche ora resta più trequartista/esterno che attaccante, non più falso nueve. Ma bisognerà aspettare conferme ufficiali.
? I BONUS – Con il nuovo ruolo, secondo la Gazzetta dello Sport il piano è di trasformarlo in un esterno da 10-15 gol a campionato. Più gol su azione, dunque, quello che gli è sempre mancato (anche al Genoa). Bravissimo a fare tutto, meno a finalizzare. Tante volte si è bloccato davanti alla porta. Gli assist arriveranno, come sempre: almeno 6-7 sono garantiti. I rigori sono un fattore: senza Totti andrà lui dagli undici metri, resiste solo De Rossi come rigorista mentre Dzeko si è tirato indietro. I bonus, quindi, non mancheranno.
⛔️ I PERICOLI – Il pericolo principale è che possa non essere titolare fisso. Bisognerà vedere come finirà il mercato della Roma, al momento non ha concorrenti al suo livello. Gli serve continuità, gli serve fiducia. E l'altra faccia della medaglia è la Champions: se diventa un giocatore fondamentale, poi farà turnover in campionato per giocare in Europa. La sua gestione rischia di essere difficile.
? GESTIONE ASTA – Considerando i pericoli il suo prezzo non può essere troppo elevato, ma c'è una considerazione da fare. L'anno scorso, complice anche il super inizio di stagione e i sei mesi iniziali alla Roma, arrivava all'asta come centrocampista più pagato e più forte insieme a Mertens. E di fatto è stato una delusione rispetto alle aspettative, nel senso che non è stato tra i 3-4 più forti. Quest'anno invece può diventare un affare se il suo prezzo non sale troppo (circa 40 su 500), perché arriva da una stagione di alti e bassi. Un nuovo "effetto sorpresa". Certo, deve essere anche "bravo" lui a non strafare in preseason, facendo alzare a dismisura la sua quotazione.
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