L'allenatore dell'Inter, Cristian Chivu, ha rilasciato una intervista a Cronache di Spogliatoio nel corso della quale ha parlato di sé e della squadra nerazzurra.
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L'allenatore dell'Inter, Cristian Chivu, ha rilasciato una intervista a Cronache di Spogliatoio nel corso della quale ha parlato di sé e della squadra nerazzurra. Ecco di seguito le sue dichiarazioni.
CARTELLINI GIALLI - "Gestione diversa sui cartellini gialli? Non giudico il passato, io giudico quello che sono io e come valuto io i gialli: anche io ho fatto scelte forti con due difensori ammoniti dopo 30' e di toglierne uno per non compromettere l'integrità della squadra. Non è che io non cambio l'ammonito, ma non parto dall'idea che deve uscire subito per paura di rimanere in 10: voglio responsabilità dai miei giocatori, non sono tanto giovani, hanno esperienza e sanno giocare col cartellino. Poi pazienza, se prendono il rosso mi prendo io la responsabilità: ma non è facile per un difensore sapere che se prendi un giallo vieni sostituito. Perché stacchi la spina, c'è il rischio che mancano 20 minuti all'intervallo e lì può fare danni. Io sono stato chiaro: in alcuni momenti l'ammonito verrà tolto in base a cosa fa subito dopo il giallo, ma mi prendo io la responsabilità".
INGLESI - "Stones e Spence? Spence si allena da una settimana con noi, fa tutto: non ha esercitazioni che non può fare. Jones è sempre stato con noi, John sta facendo la riatletizzazione: sta meglio anche lui. Non sono diversi da noi: siamo stati bravi a scegliere persone che assomigliano molto al nostro modo di fare. Jones e Spence si sono calati perfettamente nel gruppo sotto tutti i punti di vista, sembra siano qua da un bel po'. John è più serio ma è una persona meravigliosa: non ne trovi tante così nel calcio, ci fa piacere averlo per l'esperienza che ha, ci può dare tanto".
PEPO MARTINEZ - "I portieri? Tutti hanno bisogno di km, soprattutto un portiere. La differenza col tennis è nel giudizio degli altri, se nel tennis perdi una partita basta, finisce lì, dopo due giorni viaggi per il prossimo torneo. Quando un portiere fa un errore, centinaia di persone giudicano l'errore come se fosse la fine del mondo e non è giusto. Un attaccante, se sbaglia a tu per tu col portiere, non viene giudicato allo stesso modo di un portiere che fa un errore. Non è semplice per un portiere mantenere l'autostima e la forza mentale. Quello che guardo dopo un errore è come si reagisce, i miei giocatori quest'anno quando hanno sbagliato hanno sempre reagito. Martinez? Lui è uno che si prende la responsabilità degli errori, mantiene un livello di professionalità importante e si mette a disposizione del gruppo, per me è più che pronto. La convocazione in Nazionale? Speriamo che aiuti anche nei giudizi di chi lo giudica da fuori".
DIOUF - "A me non l'ha detto che vuole giocare a centrocampo (ride, ndr). Non so se lui ha dichiarato questo, spesso viene tutto decontestualizzato e lo sapevo già da tempo. Diouf è un ragazzo applicato, fa del suo meglio nel dare alla squadra quello che serve nei momenti di una partita. Vuole sempre migliore, passiamo molto tempo in sala video per fargli capire i movimenti senza palla, lo vedo molto attento".
PIO ESPOSITO - "Cresce e cresce bene, cresce giocando, facendo la differenza ed essendo decisivo con noi e in Nazionale. Lui è giovane ma ha autostima e questo gli permette di continuare a lavorare rimanendo con i piedi per terra. Non lo considero più un giovane ma gioca in Serie A da un anno e un mese, sta facendo vedere di essere sulla strada della crescita. Lui e gli attaccanti hanno capito che fare una pressione del genere aiuta a recuperare palla e permettere alla squadra di difendere più alto. Questa è una convinzione che abbiamo, ci serve ed è utile alla squadra. Inutile pretendere cose se non c'è la convinzione, c'è tanta fiducia che la palla prima o poi la indirizzeranno da una parte o dall'altra, poi possiamo anche sbagliare per bravura altrui ma mi interessa come reagiamo alla pressione".
STANKOVIC - "Ale è un play ma può fare il mediano: è un play, davanti alla difesa, ha un bel piede, ha bisogno di migliorare nei tempi di gioco però ragazzi parliamo di un giocatore che ha iniziato il suo percorso solo due anni fa. Ha avuto il coraggio di andare in Svizzera, l'anno scorso ha fatto la Champions col Bruges, a volte mi rimprovero anche io per come lo considero, visto che lo conosco da quando era un bambino. Questo ragazzo ha fatto tanti gol in Champions, ha vinto col Bruges ed è un giocatore da Inter, davanti a lui c'è Calhanoglu, tutti sappiamo cosa vuol dire per questa squadra, c'è anche Zielinski play, bisogna che Stankovic mantenga intensità, ritmo e voglia di migliorarsi e prima o poi lo vedremo".
CAMBIO MODULO - "I principi non cambiano, i moduli cambiano. A volte costruiamo a tre, a volte a quattro, abbiamo varie modalità di difendere, a uomo, col +1 a protezione della difesa o col 4-4-2. Dipende dalla costruzione degli avversari. I principi rimangono gli stessi: uno di questi è recuperare palla il più presto possibile. Qualcosa cambia ma ci alleniamo per principi e ci riconosciamo da soli, in gara, quello che gli avversari vogliono fare. Magari a volte cambiano quello che hanno fatto nelle precedenti cinque partite, a volte ti aspettano, a volte ti aggrediscono. Avendo principi allenati e riconosciuti, i giocatori trovano soluzioni in campo ancor prima di dirlo nell'intervallo".
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