L'Inter si prepara alla sfida in programma fra i posticipi del lunedì, contro l'Udinese. Il tecnico nerazzurro, Cristian Chivu, ha parlato in conferenza stampa.

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L'Inter si prepara alla sfida in programma fra i posticipi del lunedì, contro l'Udinese. Il tecnico nerazzurro, Cristian Chivu, ha parlato in conferenza stampa in vista del match, rispondendo ad alcuni dei dubbi di formazione che ancora ci sono per la sua squadra (clicca qui per leggere tutte le probabili formazioni). Ecco le sue parole riportate da FcInter1908:

DIMARCO E SPENCE - "Come stanno Dimarco e Spence? Dimarco oggi si è allenato ed è a disposizione. Spence è nel processo di riatletizzazione e quindi non ci sarà domani".

DIOUF IMPRESSIONANTE - Diouf impressionante? Sto cercando di mettere tutti in condizione prima possibile. L'obiettivo è arrivare a 80 minuti di grande qualità, invece di 60. Vale per lui e anche per gli altri. Soprattutto per un quinto, più dura e meglio è. E' un giocatore che ha questa spensieratezza e questa personalità nel cercare uno contro uno. E questo destabilizza, è dura affrontarlo senza raddoppi. Ci dà soluzioni in più. Poi ci saranno momenti in cui serviranno altre cose. Ma Diouf si è messo a disposizione, possiamo rimproverargli nulla. Siamo felici della sua crescita".

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CALHANOGLU - "C'è una gestione diversa per Calhanoglu, è sempre uscito dopo un'ora? Lui ha fatto il Mondiale, è andato al Mondiale da infortunato. Le ultime partite con l'Inter le ha saltate, se non sbaglio l'ultima è stata la semifinale di Coppa Italia con il Como. Lui è andato al Mondiale con problemi fisici. Ha giocato due partite al Mondiale e poi ha avuto un mese di vacanza. Sappiamo quante critiche hanno avuto lui e la Turchia. Dobbiamo mettere tutti i giocatori in condizione, vale anche per lui".

MENO VAR - "Il nuovo metro arbitrale? Sono contento del metodo. Meno Var c'è, più intensità nel gioco c'è. Ci sono più trame di gioco, queste regole delle riprese veloci sono molto importanti, danno ritmo alla partita, ci sono meno perdite di tempo. A me piace che non possono più rimanere per terra appena sfiorati, tutti sanno che poi devono rimanere fuori per un minuto e creano problemi alla squadra. Meno interventi ci sono e meglio è per tutti. Ma nessuno vuole togliere il Var. Ma mi piace l'atteggiamento e dare più gioco. E lasciare all'arbitro il pallino del gioco in mano, si devono prendere le responsabilità. Mi piacerebbe più dialogo ma capisco che c'è tanta pressione. Va bene così"

SQUADRA SERENA - "La squadra è serena come sempre, il nostro obiettivo è sempre la crescita. E' presto per dare giudizi, è calcio di inizio stagione. Vedendo i risultati, qualche critica ci può stare ma noi non badiamo solo a quello. Non possiamo perdere consapevolezza e fiducia, abbiamo fatto bene anche contro il Napoli non solo contro il Real. Dal punto di vista mentale, abbiamo speso tanto contro il Napoli. E abbiamo giocato al Bernabeu dopo meno di 72 ore. Mi è piaciuto il coraggio e la personalità. Mi prendo le cose positive, è la strada che dobbiamo intraprendere".

TROPPA PRESSIONE - "Si mette troppa pressione sull'Inter in Europa? Ormai è storia vecchia, siamo abituati a conviverci. Non ci pensiamo troppo, per noi è importante quello che facciamo, l'autostima, il lavoro quotidiano. I giudizi ci sono sempre, non è un problema nostro. I giudizi sono sempre gratis, ognuno è libero di esprimere l'opinione, noi invece abbiamo una responsabilità. E la differenza è questa. Dobbiamo essere consapevoli di quello che stiamo facendo ora per avere anche una crescita in futuro".

RISPOSTA A BERGOMI - "Per Bergomi l'Inter è ormai rimasta una delle poche a giocare a 3? Io non bado al modulo, io bado al modo. Ci sono tante squadre che partono con un 4-2-3-1 ma poi difendono in 6 o a 5 abbassando l'esterno. Dipende sempre da come interpreti le varie situazioni di gioco. Dipende dall'intensità nelle situazioni. Sono uscito da un bel po' da questo modo di pensare. Mi interessa l'organizzazione, non c'entra niente come si attacca o come si difende. Abbiamo una squadra evoluta, che sa fare tante cose. Non è il modulo ma il modo che conta".

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