Aspetta di poter arrivare in Cina, allo Shenzen di Donadoni. Il Coronavirus lo sta frenando e Blerim Dzemaili racconta al Corriere dello Sport come sta vivendo questi giorni: "Pensate, io da settimane sono a Hong Kong in attesa del visto per raggiungere Shenzhen. Quando arriverò sarò sottoposto al tampone per il Coronavirus e, se negativo, sarò in quarantena per due settimane, come è accaduto a tutta la squadra", ammette Blerim.

L'emergenza in Italia lo preoccupa, Dzemaili lo confessa: "In Cina stiamo parlando di un’organizzazione assolutamente perfetta, un modello che tutto il mondo dovrà seguire. Ora la Cina ha saputo sconfiggerlo questo maledetto virus, sono stati bravissimi. La soluzione per l'Italia? In Cina fin dal paziente zero hanno addirittura sigillato le case: questo è l'unico modo per uscirne, c'è da capirlo, presto dovranno farlo anche in Europa. Hanno chiuso paesi e città, e i risultati di oggi evidenziano che l’Italia, la mia Svizzera e tutti gli altri Paesi dovranno comportarsi come si sono comportati in Cina".

Bologna FC v ACF Fiorentina - Serie A

La repressione funziona, Dzemaili lo sottolinea: "Là è servita la repressione? Bene, servirà anche in Europa, perché per mantenere la vita uno deve essere disposto a fare anche il sacrificio più duro. E sono felice che ora ci sia questo ponte umanitario tra la Cina e l’Italia, chi ha un’esperienza per quello che ha vissuto è legittimo che dia una grossa mano a chi è ancora in mezzo alla bufera. Io posso dire agli italiani solo una cosa che hanno già detto gli uomini di scienza: restate chiusi in casa, perché la Cina ha dimostrato che il Coronavirus si può sconfiggere solo in questo modo, rispettando giorno dopo giorno le regole. Io sono in ansia per il mio bambino, che è con la mia ex moglie".

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