Nel corso di un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport, Santiago Castro ha parlato degli obiettivi personali e della Roma in vista della nuova stagione.

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Gasperini scuote la Roma: "Ci servono questi 4 colpi". Poi incorona Castro

Un Santiago Castro carico di fiducia e speranze quello che è arrivato alla Roma, dal Bologna. Nel corso di un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport l'attaccante argentino ha parlato degli obiettivi personali e di squadra in vista della nuova stagione, senza paura di sbilanciarsi. Per poi farlo anche sull'arrivo di Molina. Ecco le sue parole.TRATTATIVA - "Per me questo è un sogno a occhi aperti, cominciato tra l’incredulità. Quando ho saputo della Roma? Ero tanto emozionato, ma al tempo stesso non volevo perdere la concentrazione e il focus sul Bologna. Quindi ho dovuto aspettare l’evoluzione della trattativa fino a quando l’affare non è stato chiuso. Poi la Roma mi ha chiamato e io ho comprato il biglietto del treno".

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ALTRI CLUB - "Sì, un altro paio di squadre in Italia mi hanno chiamato, ma io ho voluto solo la Roma".

PARAGONE CON LAUTARO - "Mi chiamano Torito per Lautaro? Sì, ma io sono Santiago Castro e voglio essere me stesso. Lautaro è un modello, un amico, ma voglio percorrere la mia strada e soprattutto voglio batterlo nella prossima sfida contro l’Inter. Ho già visto il calendario, lo affronterò il giorno dopo il mio compleanno: sarà una sfida speciale tra due grandi squadre che lotteranno fino alla fine per vincere il campionato".

SCUDETTO - "Se la Roma può vincere lo scudetto? Certo, ho visto il valore di questo gruppo e possiamo giocarcela con tutti. Perché abbiamo giocatori forti in tutti i reparti e Gasperini è uno dei migliori allenatori d’Italia. Siamo al livello per competere per lo scudetto e per la Coppa Italia. E vogliamo fare bene in Champions. Se sei alla Roma devi ambire a vincere tutto".

DYBALA - "Il faccia a faccia di Dybala in amichevole? La rissa ci sta, quando toccano il migliore bisogna subito andare a difenderlo. Ma non ci sono andato solo io, ci siamo andati tutti. Questo spogliatoio è unito in maniera incredibile, come una famiglia. E anche questo fa la differenza per vincere".

SOULE - "Io legato agli argentini? Inevitabile. Con Soulé ci conosciamo da undici anni, giocavamo insieme nel Velez e adesso è incredibile ritrovarci qui insieme, da uomini e non più da bambini che rincorrevano un pallone sognando l’Europa. Io, lui e Paulo siamo un bel gruppo e c’è anche Hermoso, che ha la grinta di un colombiano, non di uno spagnolo...".

MOLINA - Castro guarda l’ufficio stampa, sorride, ma poi si sbilancia: "Sono stato con lui in nazionale, poi ho visto tante sue partite all’Atletico Madrid e all’Udinese. Spero possa arrivare, sarebbe bello avere un altro argentino in gruppo. Ma soprattutto è davvero forte, è un giocatore che sulla fascia farà la differenza nella doppia fase".

VICE MALEN - "Se mi sento vice-Malen? Assolutamente no, io e Donny saremo in competizione per giocare tanto, ma soprattutto per il bene della squadra. Questa sana rivalità mi farà crescere tanto. Malen è un attaccante fortissimo, ci alterneremo, potremo anche giocare insieme. Tutti siamo importanti, il bene è la Roma".

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