DOPO MANTOVA - "Mi sono fatto tante domande. Non ho capito perché una squadra con tali potenzialità non abbia vinto la partita decisiva. La pressione è caduta tutta sui giocatori e a qualcuno ha fatto comodo, ma abbiamo accettato la sconfitta e nei playoff siamo stati bravissimi".
ALLEGRI - "La sua gestione? Sì, in questo è un fenomeno. Mi ha fatto diventare un allenatore migliore, ho avuto più pazienza".
PRESSIONE - "Io mi preoccupo delle cose che mi competono. Dalla proprietà ho avuto sostegno anche quando qualcuno scriveva che ero in discussione. Come a Empoli. Baldissoni è arrivato in ritiro e mi detto: “ma sei ancora qua?”. Non è stata una battuta fatta a caso, mi ha dato grande fiducia. Burdisso è un manager molto preparato, studia tantissimo e va oltre l’aspetto tecnico e tattico".
IL MONZA IN SERIE A - "Sempre dando equilibrio, con o senza la palla. Bisogna saper fare tutto, dietro e davanti, sapendo che avversari e momenti cambiano. In una partita ci sono più partite e bisogna saperle leggere. Sa come? Ho seguito molto l’Arsenal. Burdisso non era d’accordo con me, ma io dicevo che sarebbe andato lontano perché è l’esempio concreto di una squadra che ha equilibrio e che sa fare bene ogni cosa in base ai momenti".
IZZO E KEITA - "Non è delusione. Se un giocatore ha motivazioni diverse, non può fare parte di un gruppo. Abbiamo mandato in gol 20 giocatori, vuol dire che il gruppo c’è: chi non ci sta va a casa".
PETAGNA - "Non l’ho rigenerato io, l’ha scelto lui diventando leader anche non giocando e ha dimostrato a tutti che è ancora un grande calciatore".
PRIMA VITTORIA - "Mi hanno detto che ora sono marchiato".
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