In diretta sul profilo Twitch di DAZN, il trequartista dello Spezia Kevin Agudelo ha parlato così della sua stagione e non solo: “Perché sorrido sempre? Non so (ride, ndr), a volte mi crea anche problemi. Io sono sempre felice, mi piace fare casino e far ridere gli altri, ma a volte non posso e questo mi fa stare un po’ male ecco. Io il più matto dello spogliatoio? Devono dirlo gli altri, io tengo alto l’umore dell’ambiente dai, mi piace far ridere. “Buongiorno fenomeni”, oggi sono entrato in spogliatoio così. Il più matto? Nikolaou parla tanto, l'altro può essere Manaj e poi io (ride, ndr). Quando Thiago Motta mi chiama Kevin secondo me si arrabbia, di solito mi chiama Agu (ride, ndr).
Spezia mi ha impressionato, è una città piccola, ma è caldissima. Ero al Genoa, alla Fiorentina, ma non mi aspettavo fosse così qui. Apprezzano molto quello che dai in campo, anche quando sbagli, i tifosi ci sono e ci hanno spinto a dare sempre di più. Io ho iniziato a giocare a calcio per strada, facevo calcio a 5 sul cemento, non sull’erba. Facevo sia a 5 che a 11, mi allenavo due volte al giorno, giocavo venerdì e sabato, due partite. Primo gol da professionista? Bellissimo, me lo ricordo, domani sono passati due anni. Gol al Milan? Volevo fare bene, almeno un assist. Poi ho segnato un gol meraviglioso su assist di Verde, a Milano oltretutto. Bellissimo, sono stato 15 giorni a rivedere lo stesso gol, in tutti i momenti del giorno. Ho rivisto qualsiasi cosa di quel gol per 15 giorni. Solo 4 gol in Serie A? Anche mia moglie mi dice che devo segnare di più. Torno a casa la sera, mi guarda e mi dice che non ho giocato bene. Ma lei in teoria dovrebbe rincuorarmi (sorride, ndr). Mi giudica lei, fa un po’ il mister, a volte litighiamo anche perché non siamo sempre d’accordo. Mi chiede di fare gol, spesso.
Erlic e Nikolaou in difesa? Quando guardo indietro io sono tranquillo. Anche quando faccio retromarcia in macchina non guardo dietro, so che ci sono loro dietro di me (ride, ndr). Difensore più forte contro cui ho giocato? Koulibaly. Ce ne sono tanti, ma per me è il più forte di tutti. Il portiere per me è Maignan, da quando è arrivato mi piace tantissimo. Il centrocampista è Calhanoglu, che ha un bel calcio, è forte. L'attaccante ti dico Dani Verde, è bravissimo.
Mi piace tutto dell’Italia, ho girato. Si mangia bene, si sta bene, d’estate anche. Mi piace la pasta al pesto, la carbonara anche. La pasta tutta. Io non cucino.
Asta per i numeri delle maglie? Io non c’ero, quindi ho preso la maglia che era libera (sorride, ndr). Sono arrivato quasi all’ultimo io, c’era la 33 libera e l’ho presa, l’avevo già scelta con mia moglie e l’agente. Il 19 mi piace tanto. Mi sento un 9 e mezzo però o un 10 e mezzo.
Fantacalcio? Devo dire la verità, non ci gioco e capisco poco. Ma mi arrivano tantissimi messaggi, mi chiedono di segnare. A qualcuno rispondo e io chiedo fiducia per fare bene. Dopo gol o assist mi arrivano tantissimi messaggi. Uno mi ha mandato un bigliettino che ha scommesso e ha vinto con un mio gol anche. Perché meglio dalla panchina che dal 1’? Qualche settimana fa ho detto che è una forza in più questa, un’arma. Magari il mister ragiona così, sa che se entro dopo posso fare gol più facilmente. Io cerco di fare sempre il massimo. Schieratemi contro l’Empoli, mi hanno detto che dopo queste interviste si segna. Me lo hanno detto Verdi, Bastoni ed Erlic. Schieratemi al fantacalcio. Io calcio sempre di precisione, perché forza non ne ho (ride, ndr).
Idolo da bambino? Sono cresciuto con Iniesta, Xavi, questi. Io ho sempre seguito tanto i colombiani: Falcao, James Rodriguez, loro mi piacciono tanto. Con Cuadrado mi trovo benissimo, parliamo spesso noi, anche della nazionale. Il mio sogno è giocare in nazionale. Anche con Muriel ho parlato, ma non troppo ecco.
Il mio punto di riferimento nello spogliatoio è Verde, ci troviamo bene. Anche quando siamo nervosi e incazzati ci sfoghiamo e parliamo tra di noi. Parlare del problema aiuta".
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