Prende la parola il presidente Andrea Agnelli in casa Juventus. Dopo il ko in Champions League contro il Maccabi Haifa, ecco le sue dichiarazioni sulla posizione di Max Allegri e non solo, riportate da juventusnews24.com: "Oggi è una serata difficile, ma è un periodo difficile. Va analizzato nel suo contesto ed è uno dei più difficili. Sono qua per assumermi le responsabilità ma provo vergogna per ciò che sta succedendo. Sono arrabbiato, ma il calcio è uno sport di squadra. Si vince e si perde in 11, si gioca in 11 e da questo principio dovremo ripartire".
ALLEGRI - "Ripartire da Allegri? Assolutamente. In una situazione come questa, non è questione di un uomo, di un giocatore, di un dottore o fisioterapista. E’ questione di gruppo, dobbiamo ripartire da questo. Abbiamo 9 partite in 30 giorni, posizionarci bene e una seconda parte di stagione in cui dovremo essere protagonisti".
CAPELLO - "Analogie col ritorno di Capello al Milan? Parlare di analogie è difficile. E’ un problema di gruppo, parliamo di un atteggiamento generale, partite contro squadre abbordabili ma così non è stato. E’ un problema generale. Dobbiamo fare gruppo, sapendo che c’è da provare vergogna, chiedere scusa ai tifosi che fanno fatica a girare per strada. Vuole appartenere a un gruppo vincente e non lo stiamo facendo. Dobbiamo raggrupparci: le qualità le abbiamo, individuali e di gruppo".
CONTRATTO ALLEGRI - "Se pesa? Siamo fuori linea. Io sto parlando di gruppo, non di responsabilità individuali. Non è colpa dell’allenatore se non vinciamo un tackle. Le analisi le abbiamo sempre fatte a fine anno. Faccio fatica a pensare ad un cambio in corsa. Allegri è l’allenatore della Juve e rimarrà. Parliamo di un gruppo da 80/90 persone che deve raggrupparsi, ritrovare identità".
ESPERTI E NON GIOVANI SUL MERCATO - "Su questo no. Avete dei giocatori in studio che sono più idonei di me a rispondere. Alcune volte i giocatori in un gruppo non riescono ad emergere. Abbiamo Soulé, Fagioli, Vlahovic che rappresentano il futuro. È un gruppo di 80 persone che deve ritrovare quella compattezza che permetta di mettere in campo le qualità che ci sono".
RITIRO - "Da questo punto di vista non sono io, verrà più tardi l’allenatore. Spetta a lui la gestione della squadra, e la cosa fondamentale è il rispetto dei ruoli. E verranno rispettati. Io ne faccio un discorso collettivo".
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