Trasferitosi dalla Juve al Sassuolo in estate in cerca di spazio, Vasilije Adzic è stato decisivo proprio contro i bianconeri con il classico gol dell'ex.
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Trasferitosi dalla Juve al Sassuolo in estate in cerca di spazio, Vasilije Adzic è stato decisivo proprio contro i bianconeri con il classico gol dell'ex. Il centrocampista ha parlato a La Gazzetta dello Sport delle sue sensazioni dopo aver aiutato i suoi a battere la squadra che su di lui continua a mantenere il controllo del cartellino.
GOL ALLA JUVE - "Ancora è strano. Ho rivisto una marea di volte e la notte non ho quasi dormito".
MESSAGGI E SPALLETTI - "Ho ricevuto tanti messaggi dopo la partita - continua Adzic -. Dalla mia famiglia, ma anche dai compagni e tanti amici che ancora ho alla Juve. Voglio ringraziare anche Spalletti: prima della partita mi ha fatto i complimenti per come stava andando la stagione. Mi ha fatto un enorme piacere. Adesso mi serve giocare con continuità. Qui sento la fiducia di tutti. Alla Juve potevo giocare un po' di più, forse lo meritavo, ma non dipende da me. Ora darò tutto per i neroverdi".
SASSUOLO - "A 20 anni avere la fiducia è indispensabile. Qui tutti mi fanno sentore un giocatore importante. Il Sassuolo mi voleva già a gennaio. A fare la differenza è stato il direttore Palmieri: è venuto a Torino per parlarmi e per fare una videochiamata con Aquilani che mi ha spiegato progetto e ruolo che avrei avuto. La scelta è stata facile".
LOCATELLI E MUHAREMOVIC - "Prima di arrivare ho chiesto informazioni a Locatelli e Muharemovic. Quando sono arrivato alla Juve io e Tariq abbiamo fatto la preparazione assieme con la prima squadra, siamo stati compagni di stanza per un mese. Lui è un mio grande amico e sul Sassuolo mi ha detto: “Vai, che non sbagli".
AQUILANI - "La sua mentalità, il fatto che vuole sempre giocare il pallone e che mi ha mostrato fiducia, nei fatti, sin dal primo momento. Mi piace perché lavora tanto sui giovani, li sa far crescere come dimostra la sua carriera di allenatore".
COMPAGNI - "Con chi ho legato di più? Muric e Matic, anche perché parliamo la stessa lingua. Nemanja è un punto di riferimento, un grande uomo. Mi dà consigli in continuazione, in campo e fuori. Dettagli, anche piccoli, che mi arricchiscono. È un esempio e un fratello maggiore, oltreché un giocatore straordinario. Berardi? Provo ammirazione e rispetto. Ha segnato più di 130 gol in Serie A, ha vinto un Europeo e poi ha giocato sempre e solo in questo club. Lo volevano tutti, ma è rimasto qui. Da lui c’è solo da imparare".
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