La Figc è al lavoro per trovare l'uomo giusto a cui affidare il nuovo corso della Nazionale e il sogno è uno: Antonio Conte.
La Figc è al lavoro per trovare l'uomo giusto a cui affidare il nuovo corso della Nazionale e il sogno è uno: Antonio Conte. E sicuramente le sue parole di lunedì sera e quelle di ieri di Aurelio De Laurentiis non hanno fatto altro che alimentare la sua candidatura. Si legge su La Gazzetta dello Sport: "Antonio Conte è l’uomo delle ricostruzioni per eccellenza, quello a cui qualunque presidente di una big si affiderebbe per accorciare i tempi della risalita. Lo ha fatto la Juve di Andrea Agnelli. Lo ha fatto l’Inter di Steven Zhang. E lo ha fatto il Napoli di Aurelio De Laurentiis, andando contro a tutte le vecchie abitudini aziendali. Logico che adesso ci pensino i candidati alla prossima presidenza della Figc. Come è logico che questo continuo chiacchiericcio sul futuro Nazionale sia per Conte un motivo di orgoglio. Antonio lunedì sera ha strizzato l’occhio, spalancando le porte al richiamo dell’Italia.
E stavolta anche il presidente De Laurentiis ha lasciato aperto uno spiraglio, che sa tanto di ultimo capitolo prima dei titoli di coda di un biennio azzurro che resterà nella storia. Già, in senso assoluto non c’è ancora grande chiarezza, ma non esiste oggi uomo di calcio che non penserebbe a Conte per rilanciare il progetto Italia. Insomma, bisogna prima fare i passi giusti, nei tempi giusti. E su questo sono tutti d’accordo. Tra l’altro, il Napoli deve ancora centrare aritmeticamente il posto in Champions, obiettivo primario per il club. E Conte non vuole distrazioni, anche per provare a tenere viva la corsa scudetto il più a lungo possibile. Poi, quando anche questa stagione andrà in archivio, i due si parleranno con sincerità e prenderanno insieme una decisione. Qualora Conte dovesse ricevere la proposta per allenare la Nazionale, con ogni probabilità chiederà a De Laurentiis di liberarlo. E Aurelio sembra già pronto all’eventualità, tanto da usare parole e toni concilianti sull’argomento. Niente strappi come fu con Spalletti, De Laurentiis ci tiene a tenere una linea cordiale, visto l’ottimo rapporto con Conte.
E chi può essere l'eventuale sostituto in azzurro? Ecco i nomi papabili secondo la Rosea: "Conte ha un contratto però si sa come vanno le cose nel calcio, ormai quasi legittimamente: si vedranno, si incontreranno, parleranno, si confronteranno, si abbracceranno oppure no, chi può mai dire cosa possa succedere in quelle ore-minuti-secondi? E quindi è lecito maneggiare con cura il block notes dei ricordi, tuffarsi nel passato e però proiettarsi in un orizzonte «nuovo» nel caso in cui (e solo in quella circostanza) Conte diventi ct o semplicemente l’autorevole compagno di due stagioni, esaltante, eccitanti, da protagonista sempre: De Laurentiis rivede spesso se stesso, ripensa alle sensazioni che gli hanno lasciato antichi o recenti incontri e scava nella memoria in cui, recentemente (estate del 2023) s’adagiò Thiago Motta, pur dopo un dialogo intenso e vibrante, sfociato nel nulla. Ma Motta qualcosa lasciò nella percezione che De Laurentiis ha degli uomini e la personalità e il carattere - oltre ai concetti squisitamente tecnici - non ha rimosso la sua simpatia per l’allenatore italo-brasiliano. Il Napoli che l’ha rapito è stato quello di Sarri, 4-3-3, e Fabio Grosso al Sassuolo sta reinterpretando a modo suo un modello di calcio che, dovesse andar via Conte, potrebbe essere inseguito ancora: non mancano gli esterni (bassi e alti), non mancano le punte, né i centrocampisti, e dunque il materiale umano sembrerebbe adatto. Poi, c’è la figura di un tecnico emergente, con un suo profilo identitario, che verrebbe radiografato. Ci sarebbe ben poco da svelare di Vincenzo Italiano, che in pectore sulla panchina del Napoli è stato accomodato ripetutamente, che da De Laurentiis ha ricevuto complimenti a botta calda dopo aver vinto al Maradona con lo Spezia, che ciclicamente è finito nell’elenco dei pretendenti".