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Clamoroso in Premier! Bufera sul fantacalcio, l’Aston Villa lo vieta ai giocatori: cos’è successo

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In Inghilterra è scoppiata una bufera per il fantacalcio. Un caso che ha fatto e farà ancora discutere. Nel mirino c’è il Fantasy Premier League, che è il fantacalcio ufficiale inglese. Tutto è nato dall’infortunio del capitano...
Guglielmo Cannavale

In Inghilterra è scoppiata una bufera per il fantacalcio. Un caso che ha fatto e farà ancora discutere. Nel mirino c’è il Fantasy Premier League, che è il fantacalcio ufficiale inglese. Tutto è nato dall’infortunio del capitano dell’Aston Villa Jack Grealish (6 gol e 12 assist quest’anno), che ieri era out nella partita contro il Leicester. Il problema è che molti lo sapevano in anticipo per colpa del Fantasy football, c’è stato un leak. Come? Alcuni suoi compagni lo hanno tolto dalla squadra prima che l’infortunio fosse confermato, perché lo sapevano prima. E in Inghilterra è tutto pubblico: le formazioni e le leghe sono visibili a tutti.

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I giocatori in questione sono i suoi compagni Matt Targett, Conor Hourihane (in prestito allo Swansea) e Nei Taylor, oltre ad alcuni membri dello staff tra cui il fisioterapista Rob Marshall. Alcuni fantallenatori inglesi hanno notato l’esclusione di Grealish (non è come in Italia con l’asta, la formazione e la rosa si possono cambiare nel corso della stagione) nelle loro rose e da qui è uscita la notizia dall’infortunio. Un caso che ha fatto letteralmente infuriare il suo club, l’Aston Villa, che oggi - come riportato da SOS Fanta - ha vietato ai suoi calciatori di giocare al Fantasyfootball. Proprio dopo questo leak dell’infortunio di Grealish. E non è finita qui, perché dopo questo episodio il fantacalcio inglese è considerato un problema da parte dei club ed è un argomento di cui sta discutendo direttamente la Premier League. E vedremo che decisioni saranno prese. In Italia non ci sono rischi, perché i calciatori che lo fanno hanno le leghe private, quindi se non schierano un giocatore lo possono vedere solo i suoi compagni di lega.