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Chi è Theo Hernandez: gli errori, il segnale di Maldini e la condizione per il fantacalcio

Fabrizio Romano

Theo Hernandez è il nuovo terzino sinistro del Milan, nelle ultime ore è stato ufficializzato (foto Ac Milan) e ha detto le sue prime parole. “Vi dico che sono venuto qui per fare la storia e dare il meglio di me a tutti voi”, ha...

Theo Hernandez è il nuovo terzino sinistro del Milan, nelle ultime ore è stato ufficializzato (foto Ac Milan) e ha detto le sue prime parole. "Vi dico che sono venuto qui per fare la storia e dare il meglio di me a tutti voi", ha dichiarato ai canali ufficiali. Ha firmato un contratto di cinque anni e arriva a titolo definitivo dal Real Madrid.

CHI È - La Gazzetta lo presenta così: "A 21 anni, ha già vinto una Champions, un Mondiale per club, una Supercoppa Europea e una spagnola. Ma nell’ultima stagione, Theo Hernandez si è dovuto accontentare di un nono posto in Liga con la Real Sociedad, dove è finito in prestito dopo la ricca annata al Real Madrid. Fasti solo in apparenza, perché nella capitale spagnola il terzino ha giocato solo una ventina di partite. Chiuso dall’intramontabile Marcelo, pagando pure qualche demone del passato e qualche libertà di troppo, lontano dal campo, tra festicciole con nani, pistole e vacanze spinte. Ingredienti che ne hanno spezzato lo slancio. La carriera di Theo comunque è partita a razzo solo tre anni fa. Grazie al prestito all’Alaves dove l’aveva parcheggiato l’Atletico Madrid. Mossa vissuta come un tradimento dal francese cresciuto in Spagna, che non appena si è fatto avanti il Real non ci ha pensato due volte e ha salutato il club che l’aveva formato senza rimorsi. Sull’altra sponda di Madrid, invece, il ragazzo avrebbe dovuto dimostrarsi all’altezza della fiducia di Zidane. Ma qualcosa è andato storto. Troppa magari la pressione. Pure per questo Theo ha scelto poi la Real Sociedad: «Qui la vita è più tranquilla». Quel soprannome, Theo se lo era guadagnato ai tempi dell’Alaves, quando faceva impazzire i telecronisti che commentavano le sue discese. L’Atletico Madrid lo aveva parcheggiato nei Paesi Baschi quando aveva 19 anni ma si parlava già di lui come di un potenziale campione: il ragazzo di Marsiglia non l’aveva presa bene («Non mi hanno mai dato fiducia») e sfogava tutta la rabbia sulla fascia sinistra. Dribblando, crossando e appunto correndo".

CARATTERISTICHE - "Il materiale su cui Giampaolo potrà lavorare è di primissima qualità. Theo Hernandez è un terzino che sa difendere, requisito base per reggere l’urto della Serie A, ma ama anche portare palla e spingere: conosce alla perfezione i meccanismi della difesa a quattro ma potrebbe dire la sua anche in posizione più avanzata, ad esempio da esterno alto. In dote al Milan porterà più assist che gol (2 quelli segnati nelle ultime 3 stagioni di Liga), anche se il suo mancino è in grado di fare male sia dalla distanza che su punizione: la rete del momentaneo 1-1 col Barcellona nella storica finale di Coppa del Rey persa dall’Alaves nel 2017 è una sua perla da fermo. I limiti dell’esterno franco-spagnolo si legano ai comportamenti fuori dal campo. Quasi sempre discutibili. Il colloquio a Ibiza con Maldini è servito anche e soprattutto a questo: l’ex capitano ha voluto testare dal vivo le potenzialità «umane» di Hernandez, che non a caso finora è sembrato più a proprio agio in dimensioni molto meno galattiche, dall’Alaves (la sua miglior stagione) alla Real Sociedad. Decollare insieme a questo Milan che vuole tornare grande è la sfida perfetta".

AL FANTACALCIO - Si candida a essere il nuovo terzino sinistro titolare del Milan, prima però dovrà andare via Ricardo Rodriguez. Altrimenti c'è il rischio di avere due giocatori da alternare nello stesso ruolo. Prima di capire quanto puntarci al fantacalcio bisognerà quindi capire se sarà la sola e unica scelta a sinistra, con una riserva poco ingombrante. In questo caso può essere preso al fantacalcio, senza svenarsi ma prendendolo come 3-4° slot in difesa per 5-6 fantamilioni. La sua carriera parla di due gol in 69 partite in Liga, non è un goleador ma pochi terzini lo sono. Meglio gli assist: ne ha fatti 7 in carriera in campionato, può fare di più. Ma è soprattutto in fase difensiva dove dovrà migliorare per adattarsi al meglio al calcio italiano, più tattico di quello spagnolo. E Giampaolo è un allenatore che lavora (e pretende) molto sulla linea difensiva. Quindi sono tutti aspetti da valutare. Prima, però, la condizione rimane la partenza di Ricardo Rodriguez.