BRESCIA IN TILT - "In questo periodo ho vissuto a Brescia, nelle altre regioni quasi non si sa di cosa si parla. A Roma hanno messo 1200 respiratori in 15 giorni per evitare che fosse un carnaio. A Brescia sono passati da 200 a 600, ma sono morte delle persone perché non avevano il respiratore".
FUORI DALLA LOMBARDIA - "L’hanno pagato caro i lombardi questo virus. Non c’è il minimo rispetto nel chiedermi di ricominciare il campionato fuori dalla Lombardia".
LA GENTE DI BRESCIA - "Le persone di Brescia cosa dicono? La gente mi difende, mi dice che vuole onorare i propri morti, si offende se riporto la squadra in campo. Io devo rispettare queste persone. Non ho paura di retrocedere, in B magari vado lo stesso ma tornerò in A, ho giocatori giovani e i conti a posto. Non accetto di non portare rispetto alla città di Brescia però. E se si gioca non lo decidono i club".
LOTITO - "Ma qui abbiamo Lotito che fa il medico, il virologo, lo scienziato nucleare, lo psicologo, l’astronauta. Come fa il presidente di una federazione a non sottoporsi all’autorità del presidente del Coni o del ministro dello sport? Se hanno spostato l’Europeo e i Giochi olimpici di un anno, cosa pensiamo che siamo, degli imbecilli? Se Lotito chiede di giocare difende i suoi interessi, fa bene. Chi deve difendere gli interessi del sistema è il presidente della federazione. Con tutte le pressioni che sta subendo lo capisco, ma se è in difficoltà si faccia sostenere dal Coni e difenda il sistema calcio".
L'ACCUSA - "Noi qui vogliamo finire il campionato in 15 giorni. E ho scoperto perché: in Lega ci sono circa 180 milioni di euro destinati alla classifica finale della Serie A e che vanno alle prime 10 in classifica. E questi premi sono stati già fatturati dalle società. Ora, se non si finisce il campionato e Sky non paga, cosa succede a chi ha già speso quei soldi?". Il giornalista chiede: su che base vengono fatturati col campionato in corso? "Io ancora non lo so. L’ho chiesto la settimana scorsa, mi hanno risposto con un accento romano: “Sono per lo stato di avanzamento lavori”. D’accordo, ho detto. Peccato non ci sia la firma del direttore dei lavori. Da pazzi".
ALLENAMENTI - "Ma chi ha convocato le squadre per il 4 maggio? Glielo dico io: nessuno. Non ci sono lettere, non hanno richiamato i giocatori. Vanno fatti i test e devono risultare tutti negativi, prima di ripartire. Se nella fase 2 non riaprono le chiese, come fa a ricominciare la Serie A? Anche a porte chiuse in uno stadio entrano novecento, mille persone: oltre a tutti i tesserati ci sono addetti alle luci, cameramen, idraulici, addetti all’antidoping, arbitri, delegati, ispettori Figc e della Lega, medici, steward".
SQUADRA RITIRATA - "Se le mie suppliche sono malintese non me ne sbatte nulla. Se vedo rischi la squadra, non la faccio giocare. Chiedo ai presidenti di Figc e Coni di prendersi le responsabilità, l’anno prossimo rischiamo di avere 10 società fallite in Serie A".
GIOCATORI - "Sono spaventati. Ho lasciato a disposizione il centro sportivo per allenamenti individuali, ho sei campi meravigliosi. Sono venuti solo 4-5, gli altri per paura mai, e li capisco. E due, Joronen e Bjarnason, si sono stirati dopo 3 minuti di corsetta. Magari è una casualità, ma come facciamo a giocare così? Se non ho certezze, non ci penso assolutamente a metterli a rischio".
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