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sosfanta squadra como Butez: “A volte vorrei giocare fuori! Al Como sono libero, Fabregas e i tre portieri top ai Mondiali”

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Butez: “A volte vorrei giocare fuori! Al Como sono libero, Fabregas e i tre portieri top ai Mondiali”

Butez: “A volte vorrei giocare fuori! Al Como sono libero, Fabregas e i tre portieri top ai Mondiali” - immagine 1
Blindato e felice al Como fino al 2030, dopo una super stagione. Queste le parole di Jean Butez alla Gazzetta dello Sport: “Per me il rinnovo è un segno di rispetto. Credo sia anche la dimostrazione che me lo merito per il lavoro che ho...
Alessandro Cosattini

Blindato e felice al Como fino al 2030, dopo una super stagione. Queste le parole di Jean Butez alla Gazzetta dello Sport: "Per me il rinnovo è un segno di rispetto. Credo sia anche la dimostrazione che me lo merito per il lavoro che ho fatto e per quello che abbiamo conquistato tutti insieme, staff e giocatori. È una cosa fantastica da parte della società e anche per me, per la mia stabilità e il mio futuro, perché sono davvero felice qui con la mia famiglia".

ABILITÀ COI PIEDI - "Vero (ride ). A volte mi piacerebbe giocare a centrocampo o comunque fuori. Ma è una voglia che mi tolgo in allenamento dove mi diverto a provare posizioni diverse, o nelle partitelle con amici".


PORTIERE - "A otto anni sono andato a fare un provino al Lilla, sia fuori che in porta. Hanno scelto la seconda cosa, a questo punto ringrazio gli osservatori…".

IDOLO? - "Non ho un vero e proprio riferimento, mi piace osservare stili differenti. Ovviamente prediligo Neuer, Ter Stegen, Ederson... portieri che giocano in squadre con molto possesso e molto coinvolti nella costruzione del gioco. Studio anche altri stili, per esempio De Gea: grandi parate e ottimi riflessi. Dedico molto tempo anche a rivedere me stesso. Può sembrare un po’ egocentrico ma è davvero importante, per crescere, analizzarsi per poi potersi adattare allo stile dell’allenatore".

PARTIRE DAL BASSO - "Scelgo io se giocare corto o lungo, ovviamente dopo il lavoro fatto con Fabregas. Se la pressione è molto alta e giocano l’uomo contro uomo, c’è la possibilità di lanciare lungo per trovare chi davanti possa puntare l’avversario. Se invece non c’è pressione, allora possiamo costruire dal basso".

REGISTA - "Io li aiuto in questa scelta parlandoci, per fornirgli quante più informazioni possibile, e soprattutto quelle giuste, così da aiutarli a trovarsi nella posizione migliore. Parliamo molto anche prima delle partite, per individuare caratteristiche diverse a seconda dell’attaccante che affrontiamo; magari stabiliamo che è meglio fare blocco su un determinato corner o un movimento specifico. Si tratta sempre di adattarsi e, ovviamente, in campo si deve decidere in fretta. Per questo cerco di essere veloce anche nella mia comunicazione".

SEMPRE TITOLARE - "Il portiere ha bisogno di avere punti di riferimento e automatismi per sentirsi a suo agio fra i pali. E l’allenatore lo sa bene… Non è un ruolo facile in cui cambiare ogni partita o ogni mese; quindi, credo sia davvero importante sentire la fiducia dell’allenatore e sentirsi anche libero di giocare. Fabregas mi dà questa libertà di essere me stesso, ovviamente con alcuni consigli da diverse prospettive di gioco. Ma alla fine è sempre lui a decidere".

FRANCIA AI MONDIALI - "Se speravo nella convocazione? No. Io do il meglio di me stesso al Como e poi, se dovesse arrivare una chiamata sarebbe fantastico e ne sarei orgoglioso. Ma non è una cosa che inseguo. Ovviamente è un sogno, ed è successo già in questa stagione, per la prima volta, di essere pre-convocato, una grande soddisfazione. Vedremo quali saranno le scelte del nuovo ct dopo Deschamps".

PODIO PORTIERI AI MONDIALI - "Sul primo gradino metto Maignan, perché sono francese e mi piace molto come gioca. Poi Joan García, anche se non so se giocherà con la Spagna; sta facendo davvero grandi cose nel Barcellona e ha uno stile che mi piace molto. E come terzo, sì, ci sta ancora il vecchio Neuer".