Maduka Okoye, portiere dell’Udinese, è stato il protagonista di un’intervista realizzata in sinergia dalla società friulana e da Lega Serie A, all’interno del format ‘A day with a professional football...
Maduka Okoye, portiere dell'Udinese, è stato il protagonista di un'intervista realizzata in sinergia dalla società friulana e da Lega Serie A, all'interno del format 'A day with a professional football player'. "Qui mi trovo benissimo, per il calcio è il posto perfetto. Siamo fortunati, abbiamo un centro sportivo assurdo. Quando entro in campo sento qualcosa di forte, non so come spiegarlo. Voglio rimanere in Italia, mi piace tantissimo. Mi piace la lingua, la gente. Quando ero piccolo pensavo a questo come un sogno e per me lo è ancora".
CALCIO - "Guardo tanto calcio, oltre alla Serie A mi piace la Bundesliga e la Premier League. Tifo il Fortuna Düsseldorf, Bayer Lekerkusen e Mönchengladbach. Nel settore giovanile hanno strutture incredibili, già sotto i 15 anni vivi come un professionista. Lì non ci sono seconde squadre, devi fare il salto dall'Under-19 alla prima. Mio fratello era fortissimo, un attaccante alto 1.90 tecnico e veloce. Poi ha cambiato strada, il nostro quartiere era fatto così: la strada giusta e quella sbagliata sono molto vicine".
IDOLO - "Il mio idolo è Dida, che non ho mai incontrato di persona ma l'ho sentito in chiamata. Da lui prenderei tante cose, era velocissimo. Aveva personalità sul campo. Anche io parlo tanto, è importante che il portiere dia le direzioni. De Gea è un'altra leggenda, un mostro. Poi ho la maglietta di Osimhen, è fortissimo. Lasciando stare la qualità, porta sul campo un'energia che non porta nessuno. È un giocatore speciale. Poi c'è Samardzic, anche lui è fortissimo. Il più forte con cui vorrei scambiare la maglia? Cristiano Ronaldo e Ter Stegen. La mia top 3 di portieri è composta da Ter Stegen, Courtois e Donnarumma: lui in questo momento è il più forte".
CLEAN SHEET - "Uscire è una parte molto difficile mentalmente, dev'essere tutto perfetto per una buona uscita. Se sbagli anche per mezzo secondo sei morto, devi essere molto concentrato. A Rotterdam ho fatto 10 clean sheet. È importante per la mente, per un portiere è come fare un gol anche se il risultato lo è di più".