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sosfanta squadra torino D’Aversa: “Perché Kulenovic e non Adams dall’inizio! Casadei, Prati, Anjorin e cito Maripan perché…”

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D’Aversa: “Perché Kulenovic e non Adams dall’inizio! Casadei, Prati, Anjorin e cito Maripan perché…”

D’Aversa: “Perché Kulenovic e non Adams dall’inizio! Casadei, Prati, Anjorin e cito Maripan perché…” - immagine 1
L'allenatore del Torino Roberto D'Aversa ha commentato in questi termini, a Dazn e in conferenza stampa, la vittoria per 1-0 contro il Pisa.
Guglielmo Cannavale

L'allenatore del Torino Roberto D'Aversa ha commentato in questi termini, a Dazn e in conferenza stampa, la vittoria per 1-0 contro il Pisa. Queste le parole, riportate da TMW: "Il primo tempo è stato fatto con molte più energie da parte loro, sapevamo che avremmo incontrato delle difficoltà perché comunque il Pisa ha sempre messo in difficoltà tutti. Poi nella ripresa siamo rientrati con l'atteggiamento giusto, con la voglia di vincere. Bene per questi tre punti che ci avvicinano molto al nostro obiettivo, che non abbiamo ancora raggiunto. C'erano tanti tifosi al nostro seguito nonostante fosse Pasqua ed è stata importante anche la presenza del presidente. Peccato per la gestione degli ultimi minuti, potevamo fare sempre".

ADAMS - "Quando faccio le scelte mi baso sugli allenamenti, dopo è sempre facile. Aveva giocato in Nazionale martedì e non mi sembrava il caso di fargli fare un'altra partita intera o quasi, anche perché dopo l'infortunio di Zapata non possiamo permetterci altri stop. Abbiamo sfruttato le energie di Kulenovic, che ha grandi qualità e crescerà ancora, per poi puntare su Che Adams".


CAMBI - "La partecipazione di tutta la squadra è molto importante. Quando facciamo risultato mi dispiace per chi non entra. Non sono ancora riuscito a far giocare Biraghi, un giocatore che sta dando tanto fin dal primo giorno in cui sono arrivato. In allenamento vedo grande voglia e i risultati sono il frutto del lavoro di tutti. La mentalità si crea in allenamento lavorando tutta la settimana".

CASADEI E PRATI - "Cesare è una mezzala molto forte negli inserimenti e sa giocare a calcio. Deve trovare continuità e secondo me ha pagato un passaggio molto importante, andando al Chelsea dove giocava poco. Gli è mancato lo sbagliare e crescere. Per quel che riguarda gli italiani giovani per la Nazionale dico che purtroppo finché non cambierà la cultura non si mette in risalto chi fa giocare questi giovani, facendoli crescere. Poi ci sono anche giocatori che non hanno carta d'identità, sono forti e si vede. Ho avuto la fortuna di allenare Kulusevski e Bastoni: quelli sono giocatori sì giovani ma molto forti. Finché non cambieremo la cultura ci sarà poco coraggio per far giocare i giovani".

VITTORIA - "È una vittoria molto importante che ci avvicina al nostro primo obiettivo. Sapevamo delle difficoltà che avremmo potuto incontrare questo pomeriggio: su questo campo tantissime squadre vanno in affanno, a eccezione del Como. Nel primo tempo abbiamo sofferto un po' l'energia del Pisa, ma nella ripresa ci siamo sistemati e abbiamo portato a casa un risultato davvero fondamentale. Ripeto, è un successo che ci avvicina moltissimo al nostro traguardo. Devo però ammettere che non mi è piaciuta la gestione dei minuti finali: nonostante avessimo tanti centrocampisti in campo, avremmo potuto gestire meglio alcune situazioni evitando di concedere tutti quei cross al Pisa. Ad ogni modo, non posso rimproverare nulla a questi ragazzi perché vincere qui non era affatto semplice. È una vittoria che ci dà grande entusiasmo, impreziosita dalla presenza del nostro presidente e di tantissimi tifosi arrivati fin qui al nostro seguito, nonostante oggi sia Pasqua. Per oggi va benissimo così".

SCELTE - "Ti ringrazio per i complimenti sulle sostituzioni, ma più che i cambi a fare la differenza è stato l'atteggiamento: nel primo tempo un po' tutti siamo scesi in campo senza la giusta energia. C'erano diversi giocatori di rientro dalle rispettive Nazionali, quindi era anche scontato incontrare delle difficoltà dal punto di vista fisico all'inizio. La scelta di far giocare Kulenovic dal primo minuto e di far partire Adams dalla panchina è nata proprio in base a questo ragionamento. Sapevo che inizialmente i ritmi sarebbero stati molto alti; Che (Adams) aveva giocato 77 minuti martedì e al suo rientro, nel primo allenamento di giovedì, era ancora comprensibilmente stanco. Kulenovic, al contrario, si era allenato benissimo con noi per due intere settimane: è un giocatore energico, con qualità fisiche di grande rilievo. Ho pensato quindi di usarlo per assorbire l'intensità della prima parte di gara, per poi inserire e sfruttare le caratteristiche tecniche di Adams nel finale, quando i ritmi fisiologicamente si sarebbero abbassati e la sua qualità sarebbe potuta emergere ancora di più. Sull'azione del gol va sottolineata soprattutto la bravura di Pedersen. Quello che chiedo costantemente agli esterni è proprio di arrivare sul lato opposto per chiudere i cross. Molto probabilmente in quell'occasione la sua intenzione originale era quella di calciare direttamente in porta, ma ne è uscito un assist perfetto per il compagno. Quando vai a fare una giocata con quella cattiveria e quella determinazione, poi vieni anche premiato dall'esito dell'azione".

DNA TORINO - "Nella mia esperienza, sia da calciatore che da allenatore, ho affrontato spesso il Torino. Questo club ha sempre dimostrato di avere nel proprio DNA la capacità di mettere in difficoltà chiunque, indipendentemente dal blasone dell'avversario. Quando sono arrivato, il mio obiettivo e quello del mio staff era proprio questo: riportare alla luce l'atteggiamento che fa parte della storia granata, tornando a giocare in maniera propositiva e con coraggio.Oggi, nel primo tempo, non siamo riusciti a esprimere questo coraggio. Molto probabilmente eravamo frenati dalla tensione, fin troppo consapevoli del peso di questa partita e di cosa avrebbe significato portare a casa o meno il risultato. Il Pisa ha messo in campo molta più energia di noi. Nel secondo tempo, però, ci siamo sciolti: una volta pareggiata la loro intensità, la determinazione e la cattiveria agonistica, sono potute finalmente emergere le nostre qualità tecniche. Quando ho scelto di venire qui, conoscevo bene il valore di questa rosa. Quello che ho cercato di fare fin dal primo giorno è stato lavorare quotidianamente per creare un vero gruppo, perché ciò che mi interessa più di tutto è vedere una squadra vera scendere in campo. Oggi posso dire di essere estremamente soddisfatto. E non parlo solo di chi ha giocato dall'inizio o di chi è subentrato a gara in corso. Vi garantisco che la mia soddisfazione più grande arriva guardando i ragazzi che oggi non sono entrati: a fine partita sono venuti a esultare e ad abbracciarci con il sorriso. Faccio i nomi di Biraghi e Maripan su tutti. Mi dispiace non aver potuto dar loro spazio in campo oggi, ma se continuano a lavorare con questo spirito e questa dedizione, verranno sicuramente premiati anche loro".

ANJORIN - "Oggi è andato molto bene: se entra in campo con questo piglio, non gli manca davvero niente. Sappiamo che ha avuto delle difficoltà fisiche in passato. L'anno scorso si allenava con noi con continuità, quindi sapeva già perfettamente cosa chiedo ai miei giocatori. Può agire benissimo sia come mediano in un 3-4-2-1 che come trequartista. È un ragazzo che ha grande personalità, ha un ottimo tiro e sa giocare a calcio. Ovviamente dobbiamo essere bravi a gestire la sua condizione fisica, perché purtroppo la sua carriera parla per lui: a parte l'anno scorso in cui è riuscito a collezionare 21 presenze, nelle stagioni precedenti faticava a superare le 6-7 partite per via dei continui infortuni. Ma resta un giocatore importantissimo e oggi, subentrando, ha dimostrato tutta la sua qualità. Dobbiamo continuare a lavorare per farlo crescere di condizione, perché può dare un contributo enorme a questa squadra."

CONTATTI A GENNAIO COL PISA? - "Credo che questa domanda abbia poca importanza adesso. Come sapete benissimo, in certe situazioni le società sondano il terreno, e molto probabilmente in quel periodo sono stati contattati anche diversi altri colleghi oltre a me. I nomi non contano. È acqua passata e non ha alcun rilievo in questo momento: oggi sono qui e sono profondamente fiero di allenare la mia squadra."