FATICA DOPO DUE GARE POSITIVE - "Altre volte siamo stati lì, a una partita dal cambiare le cose e ricadiamo. Lo devo risolvere assolutamente, insieme alla squadra e alla società. L'ambiente non deve rappresentare un alibi, anche se ne parlo con i calciatori. Occorre un altro atteggiamento che oggi non c'è stato per fare la terza partita che può darti il cambio di marcia".
CONTINUI CALI - "Ci siamo trattenuti nello spogliatoio per toccare alcuni argomenti. Ci sono tante situazioni, la squadra patisce un po' la situazione ma non è un alibi e deve responsabilizzarci ulteriormente. Non è stata una prestazione all'altezza di ciò che volevamo, poi dopo il gol sono venute fuori le fragilità per le quali dobbiamo trovare la chiave".
PREOCCUPAZIONE - "Il Toro pensava a un campionato diverso, siamo in una situazione che non ci piace. Ho molta più esperienza nel lottare per la salvezza, dobbiamo mettere la testa lì dentro con attenzione e unità. Sono il responsabile, ma sono anche quello che vuole trovare le soluzioni".
NUOVO RITIRO? - "No, non ne abbiamo parlato: prenderemo tutto in considerazione, il desiderio è quello di trovare altre prestazioni per uscire dalle difficoltà. I tifosi? È comprensibile".
ANCORA SULLA FIDUCIA DEL CLUB - "Sì. Abbiamo parlato, sia con il direttore sia con i ragazzi. Sono cosciente della situazione: in primis mi sento responsabile della classifica, ma ho sempre lottato: sono convinto di venirne a capo".
IN SPOGLIATOIO CON LA SQUADRA - "C'era rammarico, dispiacere e sconforto. In queste situazioni o abbassi la testa e scappi, oppure la alzi e affronti le difficoltà".
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