SPOGLIATOIO - "Silenzio? No, lo spogliatoio lo affrontiamo come una famiglia. Se non c’è dialogo tra di noi non c’è nemmeno amicizia e fratellanza in quello che facciamo. Magari il giorno della partita sì, per concentrazione, ma tutti i giorni assolutamente no. Quando vinciamo festeggiamo e mettiamo musica, siamo molto più tranquilli che dopo una sconfitta. Quello che mi fa più ridere e con cui scherzo tanto è Mandela Keita, è un ragazzo eccezionale”.
OBIETTIVI COL PARMA - “Uno era la salvezza di quest’anno e sono contento di averlo raggiunto. Voglio migliorarmi ogni anno, sia personalmente che a livello di squadra. Vogliamo porci obiettivi più grandi”.
PARMA - “E’ stata una bella accoglienza, sia da parte della società che da parte dei tifosi. Il Parma ha una storia importante e lo ha dimostrato, durante la presentazione e durante l’anno. Dipende sempre da contratto e accordi, ma finchè uno è qua dà tutto per la maglia del Parma”.
IDOLO - “Non saprei, ti direi Messi (ride, ndr). Del mio ruolo non so, mi piaceva tantissimo Marcelo, era fortissimo. E’ sempre stato Messi”.
I PIÙ FORTI CON CUI HO GIOCATO - “Quando ero a Frosinone ho giocato con Soulè, lui è sicuramente un giocatore molto forte, sapevo avrebbe fatto un bel cammino. Anche Fagioli alla Cremonese, qua ti posso dire Pellegrino, che è un attaccante molto forte”.
CUESTA - “Dà tanti consigli, a chi più e a chi meno, poi ci dà la carica per fare ogni allenamento e partita al meglio. Dipende sempre dalla partita e dall’approccio che abbiamo noi e l’avversario, a volte si arrabbia ed è giusto. Dà qualche segnale, altre volte ci dice come mettere in difficoltà l’avversario e come correggerci noi”.
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