Intervenuto nel nuovo episodio di Champions of Made in Italy, format della Serie A, Mateo Pellegrino ha ripercorso la sua carriera e il suo arrivo a Parma. Queste le sue parole, riportate da parmalive.com: “I primi ricordi sono quelli di vedere...
Intervenuto nel nuovo episodio di Champions of Made in Italy, format della Serie A, Mateo Pellegrino ha ripercorso la sua carriera e il suo arrivo a Parma. Queste le sue parole, riportate da parmalive.com: “I primi ricordi sono quelli di vedere il mio fratello grande giocare nel giardino di casa e voler essere come lui, copiarlo. Volevo giocare contro di lui e mio padre. Questa competitività mi ha spinto a voler giocare a calcio già da molto piccolo, e credo che dal voler battere il fratello nasca tutto. Da quando sono nato respiro il calcio, perché mio papà giocava. Poi averlo come allenatore è stato sia bello che brutto. Ci sono state cose difficili e complicate, era complicato vederlo tutti i giorni a casa e al campo, era difficile scindere il mondo professionale da quello famigliare. Credo che siamo stati abbastanza bene, ho dei bei ricordi come quello di aver debuttato con lui da allenatore, me li porterò dietro per sempre”.
PARMA - “La mia esperienza a Parma è nata quando seppi dell’interesse del club. Sapevo che aveva molta storia e che c’erano stati tanti argentini: sapevo solo questo, oltre al fatto che aveva avuto un’epoca dorata negli anni ’90. Quando nacque questo interesse dissi che volevo andare lì, da quando sono arrivato tutto è cresciuto in meglio. E’ un’esperienza molto bella e che mi sto ancora godendo, sono molto contento qua a Parma".
LA CITTÀ - “Conoscevo già l’Italia, perché avevo avuto la fortuna di vivere qui quando mio papà era il vice di Benitez all’Inter. Avevo già visitato Parma da piccolo, con mia mamma, e la vita mi ha riportato qui come giocatore. Tornare è stato molto bello. La vita non è solo calcio, la città dove si vive è molto importante, e il campo riflette tutto questo. Parma in questo senso funziona, mi fa sentire molto comodo, anche a mia moglie. Siamo contenti e a nostro agio, mi lascia tranquillo. Mi sento molto bene con la città e la cultura, è una città piccola e che ti fa sentire come in un “pueblo”, come quando ero in Argentina. Mi sento come a casa. L’Argentina è abbastanza simile all’Italia, siamo passionali e sentiamo molto le cose della vita oltre al calcio, siamo molto aperti. Con quelli con cui parlo per strada o con chi ho avuto la fortuna di parlare sono tutti molto buoni, molti mi conoscono ma altri no, si avvicinano sempre nel modo migliore, con un saluto. La gente di Parma mi ha ricevuto molto bene e mi tratta molto bene. Mi avvisarono quando arrivai che la cucina era tra le migliori in Italia, quindi pensai che dovevo provare tutto e godermelo. Prosciutto, Culatello, Parmigiano, mi piace tantissimo la cucina”.
QUOTIDIANITÀ - "Nel mio tempo libero mi piace essere occupato, camminare per la città con mia moglie, mi piace leggere e meditare. Non mi piace non aver nulla da fare. Tre o quattro anni fa mio fratello mi introdusse alla meditazione, mi interessava perché mi interessa tutto ciò che mi può far crescere. Iniziai con la meditazione e mi piaceva e mi serviva, mi ha cambiato la vita in campo e fuori. La mia routine è: mi sveglio, medito e scrivo nel mio diario, poi sono pronto per iniziare il giorno. Anche di sera medito, più profondamente, mi aiuta a rilassarmi e prepararmi per dormire meglio, mi toglie lo stress preso durante il giorno. Sentirmi bene è la cosa più importante per me, se non si sta bene durante il giorno si sente. Nella mia vita famigliare sono accompagnato ogni giorno da Lola, mia moglie, che ogni giorno mi appoggia e mi dà la sua mano e la tranquillità. Sono felice di averla, la mia famiglia mi è venuta a vedere qualche volta. Mi mancano ogni giorno, però sono stato contento quando mi hanno visitato. Io sono di una famiglia molto numerosa, e stare da solo in casa con Lola ti fa sentire che manca qualcosa, ma quando vengono mi danno una allegria immensa”.