LA CITTÀ - “Conoscevo già l’Italia, perché avevo avuto la fortuna di vivere qui quando mio papà era il vice di Benitez all’Inter. Avevo già visitato Parma da piccolo, con mia mamma, e la vita mi ha riportato qui come giocatore. Tornare è stato molto bello. La vita non è solo calcio, la città dove si vive è molto importante, e il campo riflette tutto questo. Parma in questo senso funziona, mi fa sentire molto comodo, anche a mia moglie. Siamo contenti e a nostro agio, mi lascia tranquillo. Mi sento molto bene con la città e la cultura, è una città piccola e che ti fa sentire come in un “pueblo”, come quando ero in Argentina. Mi sento come a casa. L’Argentina è abbastanza simile all’Italia, siamo passionali e sentiamo molto le cose della vita oltre al calcio, siamo molto aperti. Con quelli con cui parlo per strada o con chi ho avuto la fortuna di parlare sono tutti molto buoni, molti mi conoscono ma altri no, si avvicinano sempre nel modo migliore, con un saluto. La gente di Parma mi ha ricevuto molto bene e mi tratta molto bene. Mi avvisarono quando arrivai che la cucina era tra le migliori in Italia, quindi pensai che dovevo provare tutto e godermelo. Prosciutto, Culatello, Parmigiano, mi piace tantissimo la cucina”.
QUOTIDIANITÀ - "Nel mio tempo libero mi piace essere occupato, camminare per la città con mia moglie, mi piace leggere e meditare. Non mi piace non aver nulla da fare. Tre o quattro anni fa mio fratello mi introdusse alla meditazione, mi interessava perché mi interessa tutto ciò che mi può far crescere. Iniziai con la meditazione e mi piaceva e mi serviva, mi ha cambiato la vita in campo e fuori. La mia routine è: mi sveglio, medito e scrivo nel mio diario, poi sono pronto per iniziare il giorno. Anche di sera medito, più profondamente, mi aiuta a rilassarmi e prepararmi per dormire meglio, mi toglie lo stress preso durante il giorno. Sentirmi bene è la cosa più importante per me, se non si sta bene durante il giorno si sente. Nella mia vita famigliare sono accompagnato ogni giorno da Lola, mia moglie, che ogni giorno mi appoggia e mi dà la sua mano e la tranquillità. Sono felice di averla, la mia famiglia mi è venuta a vedere qualche volta. Mi mancano ogni giorno, però sono stato contento quando mi hanno visitato. Io sono di una famiglia molto numerosa, e stare da solo in casa con Lola ti fa sentire che manca qualcosa, ma quando vengono mi danno una allegria immensa”.
TARDINI - “Qua mi siedo io, qui di fianco a me c’è Estevez, argentino, anche là in fondo c’è un gruppo argentino. Di fianco c’è l’angolo francese, poi di nuovo di fianco a me la sezione nordica. Tante volte sono stato contento, ma anche tante volte mi sono arrabbiato. Qua è dove mancano pochi minuti (nel corridoio verso il campo, ndr), c’è tanta tensione, qualcuno scherza. Qualcun altro è concentrato. Questa è un’amica, una cara amica (sotto la porta della Curva Nord, ndr), ogni partita spero che la palla entri. A me piace stare qui, c’è la Curva esultare lì sotto è una sensazione incredibile e bellissima”.
SQUADRA - “L’essere la squadra più giovane in Serie A ha i suoi vantaggi, ma anche diversi svantaggi. Ti posso dire che il vantaggio è che ogni giorno abbiamo voglia di crescere, siamo tutti ragazzi giovani che hanno poca esperienza e c’è tanta voglia di crescere. Anche l’allenatore, che è giovane, va di pari passo con il gruppo. Anche lui ha entusiasmo, crede che potrà fare molto bene in carriera, come vuole per ognuno di noi. Tra i contro ci manca un po’ di esperienza tante volte nel chiudere o affrontare le partite, ma l’esperienza si guadagna con il tempo, l’essere giovani ci dà più vantaggi che svantaggi”.
SOGNI - “Se potessi parlare al me più piccolo gli direi di godersi il percorso, lavorando. Per quanto il cammino sia difficile arriveranno i premi, alla fine del giorno sta giocando a calcio che è quello che ti piace, goditi quello che ami e divertiti, che è quello più importante. Ho molti sogni, molti sono diventati veri. Ovviamente ho altri sogni e farò di tutto per realizzarli, è bello svegliarsi di mattina e avere una motivazione. Ti potrei dire l’arrivare nella Nazionale dell’Argentina, migliorarmi ogni anno e segnare. Sono felice perché ne ho già compiuti molti, ma ne ho altri”.
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