RISULTATI - "Quello che vogliamo è crescere e migliorare. Dobbiamo avere la testa sul prepararci al meglio per Firenze e fare punti. Vogliamo aumentare il nostro livello prestativo".
ORISTANIO - "Perché lui e non Ondrejka? Volevamo giocare con un esterno in più a destra e lui ci è sembrato l'uomo giusto. Il gol una svolta? Lui ha già fatto tantissimo durante il campionato. Ha avuto problemi fisici ma quando è tornato ci ha aiutato ad attaccare meglio. A volte il calcio non ti porta ad avere gol e assist ma ci ha aiutato molto a creare per altri. Oggi sono contento per lui per il gol. Ma so che è un grandissimo lavoratore e lascia tutto in campo, prova a essere sempre pronto per aiutare la squadra. Un ragazzo umile, mentalizzato. Merita il gol e speriamo possa crescere ancora. Lui è un grandissimo lavoratore. È un giocatore che non molla mai, anche quando ha problemi fisici cerca sempre di esprimersi al massimo. Ci ha aiutato tantissimo: anche quando in passato non riusciva a segnare, dava sempre una mano enorme alla squadra, sia in fase offensiva che difensiva. Vedere un giocatore che all'85° minuto corre per 80 metri all'indietro per inseguire l'avversario è straordinario. Lo fa perché pensa alla squadra, non a se stesso. Alla fine il lavoro paga e il gol è il giusto premio. Spero che questo possa aiutarlo ad alzare ulteriormente il suo livello".
SPIRITO - "Lo spirito è fondamentale per noi, ma conta anche quello che proviamo a fare in campo: lo spirito da solo non porta risultati se non c'è una prestazione di alto livello. Ci abbiamo provato dal primo minuto; già nel primo tempo abbiamo avuto occasioni importanti, ma anche loro sono stati bravi con azioni individuali che potevano frenarci. Nel secondo tempo siamo riusciti ad attaccare nella loro metà campo. Sapevamo fosse difficile perché sono una squadra molto compatta; quando crossi hai la possibilità di segnare, ma rischi anche di soffrire le loro ripartenze veloci con giocatori come Palestra o Kilicsoy. Alla fine ci siamo riusciti: prendiamo un punto, ne volevamo tre, ma il calcio è così".
REAZIONE - "Sì, in quei momenti serve pazienza ma anche equilibrio. Se inizi a muovere la palla solo esternamente, in modo periferico, non crei nulla perché non muovi l'avversario e non rompi le linee. Bisogna muovere il pallone velocemente per trovare il varco giusto. Sicuramente a volte siamo stati fin troppo pazienti, ma una volta trovato il ritmo siamo arrivati al gol. Questo fa parte del nostro percorso di crescita: bisogna essere compatti sia in fase difensiva che in attacco, non solo per avere uomini tra le linee, ma per essere pronti alla riaggressione e organizzati nelle transizioni. Sono aspetti su cui stiamo lavorando".
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