NAPOLI - "Ammiro i tifosi e più in generale i napoletani. La loro attitudine è molto simile a quella di casa mia, quindi riesco a relazionarmi facilmente con loro. Amo questo luogo. Molte cose. Il clima, la gente che è molto accogliente, il cibo è incredibile, la cultura. La vista dal centro di Napoli poi è bellissima".
RUOLO - "Sono sempre stato un centrocampista, un numero 8 che può fare un po’ di tutto: inserirsi, ma anche aiutare la squadra nella costruzione, nella difesa, uno che dà una mano ai compagni insomma".
CONDIZIONI - "Giocherai? Non lo so ancora. Ho un problema al tendine che bisogna gestire, non è semplice. Sto dando il massimo per esserci domenica. Come giocatore è dura arrivare al centro sportivo e non poterti allenare con i compagni. Voglio disperatamente giocare, ma deve essere sicuro del mio stato".
SIMULAZIONI - "Io penso che il calcio stia diventando soft, morbido. Alcune decisioni sono molto, troppo tenere. Non ero abituato a questo tipo di sensazioni quando ero un ragazzino: ci insegnavano a contrastare onestamente e con forza. Ora il minimo tocco può portare a un cartellino giallo... Non tocca a me trarre le conclusioni, ma trovo che ci sia troppa attenzione, una sensibilità eccessiva".
SCOZIA - "È una decisione che ho preso molto tempo fa. Sono sempre stato legato a entrambi i nonni, sia a quelli inglesi sia a quelli scozzesi. Sono nato in Inghilterra, ma ho fatto quella scelta e non l’ho tradita. Amo la Scozia, amo vedere i miei nonni, i miei zii, i cugini, la famiglia... sono molto soddisfatto".
CRESCITA - "Tatticamente l’Italia è diversa dalla Premier League. Ho dovuto adattarmi e imparare molto velocemente come giocare, quali movimenti fare, come smarcarmi, come diventare un problema nell’area avversaria e anche come difendere. Una bella curva di apprendimento e mi sono goduto ogni minuto perché mi piace imparare il calcio tatticamente".
RINNOVO - "Il mio agente non ha comunicato con nessuno riguardo al mio futuro. Parla solo con me e con il club. Non ha detto nulla ai giornali. Io sono estremamente felice qui e, per quanto mi riguarda, sono un giocatore del Napoli, è tutto quello a cui penso. Il futuro è molto importante e potrei vedermi nel Napoli per molto tempo. La mia famiglia è felice, io sono felice. È un momento fantastico, vivo qualcosa di diverso da un anno e mezzo a questa parte. Finché tutti nella mia vita sono felici, lo sono anche io".
CONTE - "Ci alleniamo molto, lavoriamo duramente, questo spiega il successo dell’anno scorso, la vittoria del campionato e della Supercoppa. Il lavoro che fai a porte chiuse emerge nelle partite. Cambiano i volumi di lavoro, l’intensità, ma i giocatori rispettano le indicazioni e devono dare il massimo ogni giorno. Antonio è un grande allenatore, molto forte, appassionato, conosce benissimo il calcio. È diverso da chiunque altro io abbia avuto in passato... Il senso d’inceretezza che infonde: con lui devi dare il massimo o hai un problema".
SCUDETTO - "Dobbiamo continuare a lavorare normalmente, senza parlare troppo del campionato. Prendiamo una partita alla volta e vedremo come finirà".
HOJLUND - "È un grande. Un amico. Sono vicino anche a Billy (Gilmour), Rasmus, Sam Beukema, Kevin (De Bruyne), Rome. Rasmus è cresciuto molto da quando l’avevo visto la Manchester, è più forte e veloce. Ha un grande futuro e sono felice per lui. Ciao boss".
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