QUALIFICAZIONE PERSA - "L'errore più grosso è stato quello di Copenaghen, eravamo tutti d'accordo anche con i ragazzi. Non puoi vincere una partita con l'uomo in più, concedere un rigore e finire 1-1. Altrimenti oggi saremmo già stati qualificati per i playoff, il livello di calcio espresso con una squadra profondamente rimaneggiata dimostra che quello che il Napoli sta facendo non è frutto del caso ma di un lavoro che deve continuare a essere fatto, cercando di avere anche un po' di buona sorte. Non penso ci sia una squadra al mondo nelle nostre condizioni".
FARE DI PIÙ - "Inevitabile che tutti quanti avremmo voluto fare meglio e meritavamo di fare meglio, questo è poco ma sicuro. C'è questa classifica, siamo arrivati e lì e questo significa che si può solo migliorare, Innanzitutto c'è da conquistare di nuovo la Champions e sarà una battaglia. Si riparte dal grande lavoro che stiamo facendo, dal fatto di avere una squadra largamente rimaneggiata con solamente due cambi che oggi meritava di vincere contro il Chelsea che ha vinto il Mondiale per Club e investe soldi importanti. Il lavoro che stiamo facendo secondo me è un grande lavoro, il resto sono tutte chiacchiere".
ENERGIE - "Io ho ancora energie, anche perché dobbiamo giocare dopo due giorni e mezzo. Anche lì si fa fatica a capire chi sono i fenomeni che fanno il calendario, poi parlano di infortuni e tante cose ma se ne fottono tranquillamente".
DIFFERENZA - "La differenza l'hanno fatta anche le conclusioni, loro sono stati molto più cinici e precisi. Joao Pedro ha fatto la differenza, è un calciatore veramente importante per il Chelsea. C'è comunque grande orgoglio e soddisfazione, nonostante più di mezza squadra fuori abbiamo giocato anche meglio del Chelsea e meritavamo molto di più. Mi spiace, ai ragazzi ho detto che il rammarico è Copenaghen, quello ci ha praticamente condannati. E oggi eravamo costretti a giocarci la partita con un top club, che non dimentichiamo ha vinto il Mondiale e che ha giocatori straordinari fuori e in tribuna. Sono orgoglioso, ripeto, li abbiamo pressati e abbiamo creato situazioni da gol. Peccato, meritavamo di andare ai playoff".
JOAO PEDRO - "La differenza l'ha fatta Joao Pedro? A livello qualitativo, nell'ultimo terzo, sono stati più bravi. Non hanno avuto chissà quante occasioni, ma quando tirano, fanno male. Noi abbiamo messo tanti cross, qualcuno poteva essere anche decisivo: dobbiamo migliorare da questo punto di vista, ma i ragazzi hanno fatto una partita importante, senza paura, sempre con 50 metri di campo alle spalle e cercando duelli. Proponendo anche un buon calcio. La strada è questa, il calcio è in evoluzione e cambia, ti devi adeguare e preparare. Mi dispiace perché mi sarebbe piaciuto continuare a misurarci in questa competizione, contro le squadre migliori. Oggi lo abbiamo fatto molto bene con il Chelsea, ma la loro grande qualità ha pagato".
REAGIRE - "Come reagire di fronte a una serata così? Mettiamo nel conteggio che si possano commettere degli errori. Solo che contro alcuni giocatori, vieni punito. E Joao Pedro così ha fatto. Abbiamo onorato la partita, facendo una prestazione da Champions. La vittoria del Chelsea è bugiarda come risultato finale ma dobbiamo accettarla ed essere molto più bravi nella parte finale. Cosa che loro hanno fatto con grandissima qualità".
EUROPA E SERIE A - "Che cambia tra giocare in Europa e in Serie A? Spesso e volentieri in Champions trovi squadre che giocano a viso aperto, c'è intensità e sono richieste gamba e duelli. Non è che la Champions sia meno tattica, è che si accettano di più i duelli e quindi servono più corse per difendere il campo. In Italia spesso trovi chi si arrocca in difesa e devi essere bravo a trovare la soluzione per fare gol. L'obiettivo mio e della squadra è di giocare su questi ritmi alti. Non esiste oggi di mettersi vicino alla porta ad aspettare, di piazzare il pullman per ripartire. Se sono bravi gli altri a fartelo fare, ok, però... Avevamo 13 assenti, ricordiamo, io cerco di inculcare una certa mentalità ai ragazzi, quella che ci ha fatto vincere lo Scudetto e la Supercoppa. Dobbiamo crescere, e con più giocatori a disposizione, il futuro può essere migliorare".
CAMBI - "Avevamo giusto il cambio di Beukema e Gutierrez in panchina, Lukaku ha giusto 10 minuti nelle gambe. Va apprezzata la prestazione, abbiamo tenuto testa a una squadra costruita per fare grandi cose. Noi oggi siamo in grande difficoltà numerica, a livello proprio di disponibilità di calciatori. Non dimentichiamoci che gli stessi giocatori di oggi giocheranno sabato contro la Fiorentina. C'è da capire chi ha avuto la brillante idea di metterci sabato alle 18 contro la Fiorentina a 2 giorni e mezzo dalla Champions giocata. Sono perplesso su questa cosa. C'è da dire che abbiamo fatto un'ottima partita, la partita fatta dai ragazzi è andata oltre le mie aspettative. Fare una partita europea del genere contro il Chelsea è frutto del fatto che si sta facendo un grandissimo lavoro. Si sta crescendo in mentalità e in tutto. Le difficoltà non ci spaventano e le affrontiamo".
VERGARA - "Di Vergara siamo contenti, è arrivato da noi a luglio e lavorando sta avendo una crescita importante. E’ ovvio che se ci fossero stati Anguissa, De Bruyne e gli altri, avrebbero giocato loro. Nelle difficoltà lui sta crescendo. Detto questo, deve restare coi piedi per terra e continuare a darci una mano".
RISCHIO BRUTTA FIGURA - "Sono orgoglioso di quello che hanno fatto i ragazzi, conoscendo il Chelsea e conoscendo i nostri problemi c'era il rischio di fare una brutta figura in casa nostra. Anche nella sconfitta dobbiamo uscire a testa alta e onorare la maglia che indossiamo. Fossimo stati più precisi nell'ultimo terzo di gara staremmo parlando di un altro risultato. Risultato comunque bugiardo, non meritavamo di perdere la partita". COPENAGHEN - "Copenaghen è stata una sliding doors negativa per noi. Quelle sono situazioni dove tu comunque, già in una situazione di grande difficoltà numerica, domini il primo tempo e fai gol e poi vai in superiorità numerica. Nel secondo tempo permetti alla squadra avversaria di pareggiare. Abbiamo comunque dimostrato di saperci stare in Champions League. E ora dobbiamo cercare di qualificarci per la prossima di Champions League. Non sarà facile, per poi provare a crescere ulteriormente e fare un altro step in avanti". MOTIVI - "E' inevitabile che quando c'è un insuccesso ci sono varie componenti. Componenti in cui tu potevi fare di più o in altre dove non puoi fare niente. Se uno poi si fossilizza a pensare coi se coi ma, non si va da nessuna parte. Si perde solo energia così. Quello che abbiamo fatto di buono è invece perché siamo cresciuti con questo gruppo di 13-14 giocatori che sta tenendo la baracca in piedi. Cosa non del tutto scontata. Si è costruito qualcosa di importante con questi ragazzi, a livello di amor proprio anche". ROSA - "Sicuramente c'è un rimpianto, la prestazione che abbiamo fatto oggi ma anche quella fatta a Copenaghen nel primo tempo sono prestazioni di squadra cresciuta in maniera esponenziale nonostante le defezioni. Se poi mi chiedi in questo momento nostro qual è il nostro livello con 12-13 giocatori, fai fatica ad andare avanti in Champions. Non puoi pensare di andare avanti in questa maniera, per quanto tempo? Noi lo stiamo facendo mantenendo la barra dritta. Sembra che quello che stiamo facendo sia normale, ma di normale non c'è niente. La qualità della rosa non è questa. La rosa non è questa. Noi non siamo partiti con questa rosa. Noi parliamo ma c'è una differenza abissale tra i giocatori che ci sono oggi e la rosa generale. Se vedi la rosa attuale ti metti le mani nei capelli e preghi Dio per arrivare in Champions. Invece noi con questi giocatori oggi stiamo mantenendo la barra dritta. Quanti avrebbero mantenuto la barra dritta? Pochi".
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