FABREGAS COME CONTE - "A me Cesc piace in panchina, è un sanguigno, è uno che la partita la vive e la sente. Io sono come lui. Cesce è un ragazzo che studia calcio, si vede. Il calcio è in continua evoluzione, si vede la differenza da qualche anno fa quando una squadra attaccava e l'altra aspettava, ora è diverso. Devi fare un calcio completo con e senza palla. Fabregas è un allenatore che è un predestinato, non faccio fatica a dirlo, sta facendo benissimo ed è anche un bravo manager nello scegliere i calciatori con i dirigenti. Ha tutto per fare benissimo e gli auguro il meglio".
CHAMPIONS - "È un altro passo importante che facciamo, farlo qui a Como tenendoli distanti lo è stato ancora di più. Oggi comunque non abbiamo fatto calcoli, è stata una partita aperta, potevamo fare gol e potevano fare gol loro: sono state due squadre a viso aperto che volevano avere l'una la supremazia dell'altra. Ora mancano tre partite e dobbiamo avere la matematica certezza della Champions, e lo sappiamo quanto è importante per programmare il futuro del Napoli l'anno prossimo. E non ci dimentichiamo lo scudetto sulla maglia: più in alto arriviamo e più daremo lustro allo scudetto vinto".
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