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sosfanta squadra juventus Yildiz: “Non gioco per soldi! Spalletti uomo di emozioni, devo tanto ad Allegri. Il ruolo preferito…”

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Yildiz: “Non gioco per soldi! Spalletti uomo di emozioni, devo tanto ad Allegri. Il ruolo preferito…”

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Intervistato dal Corriere dello Sport, il numero 10 della Juventus Yildiz ha parlato del suo momento, del rinnovo e della sua posizione in campo
Andrea Della Sala

Intervistato dal Corriere dello Sport, il numero 10 della Juventus Yildiz ha parlato del suo momento, del rinnovo e della sua posizione in campo

PRESTAZIONI - "Pochi calciatori riescono a mantenere lo stesso livello di prestazioni per 50 partite, è tutto un up and down... il tuo non è stato un errore, ma un’opinione, i giornalisti fanno questo".


CONTRATTO - "Non ho mai giocato per il denaro, ma per migliorare. Ho sempre pensato che il denaro fosse una conseguenza. Di questa parte del lavoro si occupa la mia famiglia. Io ho detto semplicemente ai miei che alla Juve stavo e sto benissimo. Sono qui da quattro anni e tutti mi hanno sempre mostrato grande fiducia, quella che era mancata al Bayern ad esempio".

BAYERN - "Via non per soldi, non ce ne furono. Tanti problemi al Bayern. Ci sono stato undici anni e non ho mai avvertito la loro fiducia, c’era sempre qualcuno che era meglio di me. È stato facile, direi naturale andare via".

SPALLETTI -  "È un grande tecnico e un uomo speciale, un uomo di emozioni. Come mi ha descritto? Il nuovo principe del calcio è il ragazzo della porta accanto".

NORMALITÀ - Io sono molto normale. Non è semplice restare con i piedi per terra perché la mia vita non ha nulla di normale, ma ho una famiglia solida, il mio gruppo di amici è chiuso. Le persone le osservo, penso di saper distinguere gli incontri veri da quelli fake. Sono calmo, mi piace ridere e scherzare, non sono diverso da tanti ragazzi della mia età".

ALLEGRI - "Gli devo tanto, tutta questa vita, per come è cominciata. Provo gratitudine anche per Montella che mi ha portato in nazionale".

TURCHIA - "Perché ho scelto la Turchia? Perché in Germania non mi consideravano, non ero buono, chiamavano sempre un altro. Non ero soltanto io ad avere una certa consapevolezza delle mie capacità. Da ragazzino in tutti i tornei ai quali partecipavo venivo premiato come mvp. A otto anni giocavo contro quelli di 18, io piccolino".

POSIZIONE - "A sinistra, quando parto da sinistra e posso entrare nel campo. Mi piace questa libertà".

MIGLIORARE - "Io devo migliorare ancora tanto. Guarda Cristiano Ronaldo a quarant’anni, la cura che mette nel fisico, non conosce rallentamenti, ha una mentalità fantastica".

RINNOVO - "Hanno fatto tutto i miei genitori, questa è sempre stata la mia idea: io penso al mio lavoro, al resto provvedono loro. La Juventus è sempre stato il mio primo pensiero e loro lo sapevano".