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sosfanta squadra juventus Spalletti: “Vlahovic può essere titolare domani! Inter, Champions, mercato e perché Openda è sparito”

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Spalletti: “Vlahovic può essere titolare domani! Inter, Champions, mercato e perché Openda è sparito”

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Le condizioni dei singoli e non solo: ecco le parole di Luciano Spalletti in conferenza verso Lecce-Juventus.
Alessandro Cosattini

Le condizioni dei singoli e non solo: ecco le parole di Luciano Spalletti in conferenza verso Lecce-Juventus, riportate da Juventusnews24.

VLAHOVIC - "Vlahovic titolare? Può essere la sua partita da titolare, ci sono ancora delle ore ma hai fatto una considerazione giusta. Vediamo se tutto procede in maniera normale fino a domani sera. Non carichiamolo troppo di responsabilità, facciamo le cose in maniera corretta. La coesione di squadra viene dal suddividersi anche le responsabilità".


DOMANI - "Noi vogliamo ripartire dalla fine della partita precedente. Se uno stadio come quello dell’Allianz, abituato a vincere le partite, applaude dopo un risultato contro una squadra che bisogna battere, è segno che non è stato tutto da buttare via. Quello che dice il nostro pubblico, anche se non abbiamo portato in fondo quello che dovevamo fare, vogliamo riproporlo in prestazione, nelle cose che sono state fatte bene ma poi non hanno avuto l’esito che aspettavamo. Lo sbaglio sarebbe vederci la sfortuna invece delle indicazioni su cosa migliorare. È un errore da non fare. Giochiamo contro una squadra organizzata, conosco l’allenatore, conosco l’esperienza che dà Corvino, so che hanno una società che investe, han fatto anche un centro sportivo. Son tutte cose che danno un valore, giocheremo contro una squadra che dà un volume alto, ci vorrà il massimo per riuscire a fare un risultato importante in un campo così. Noi lo sappiamo bene e su questo ci può aiutare come siamo stati in settimana".

LECCE - "Ci siamo tolti qualche possibilità, prima era più larga e piena di alternative. Per certi versi è anche più chiara, c’è quella soltanto e non hai dispersione. Non rischi di arrivarci avendo i dubbi su quelli che devono essere i tuoi comportamenti, bisogna essere definitivi nelle scelte e nelle intenzioni. Bisogna saper considerare questo momento qui e dare il massimo in questi 90′ perché c’è questa porta, quella successiva e quella successiva ancora e noi dobbiamo aprirle in tutte le maniere".

CERTEZZE - "In questi momenti c’è bisogno della responsabilità. È la sofferenza che ti dà il senso della responsabilità. Questa settimana abbiamo sofferto e le certezze sono quell’impegno che ho sempre visto mettere nei ragazzi, da quando sono arrivato. Da un punto di vista di essere a posto con la coscienza l’ho sempre visto fare. Quando non si vincono le partite dentro questo spogliatoio si sta male, questa squadra ha un dolore. E il dolore se rifletti bene su quello che è ti insegna delle cose. È il materiale che ti costruisce le possibilità e noi di dolore ne abbiamo subito questa settimana. Ho visto le loro facce e sono sicuro che loro avranno una reazione. Dal dolore emerge una forza che prima non possedevi, funziona così nella vita. Il carattere viene fuori da quello che poi non ti va bene e sei poi costretto a doverlo ribaltare. Si andrà a metterci qualcosa in più, non si userà le cose messe nell’ultima partita che non sono bastate. Si andrà a metterci altre cose".

PERCEZIONE DEL PERICOLO? - "È sempre un’intenzione che fa la differenza, noi dobbiamo consumare quel pallone lì, ribaltarlo. Percezione o non percezione, dobbiamo fare cose forti che spacchino la monotonia, il ritmo, la gestione ogni tanto. Ci vuole gas a tavoletta e dei ragionamenti che bisogna prendersi dei rischi e convivere con i ritmi alti, con il rischio della partita. C’è solo da esprimere e non da gestire. Parlare di percezione sembra parlare di paura travestita da prudenza. Bisogna andare a giocare a viso aperto, sapendo che la partita ha un termine e noi lì dovremo fare cose importanti per strappare risultati».

COSA VEDERE DI DIVERSO - "Il credere di essere forte non nasce quando tutto va al meglio, quando niente ha senso. Io devo andare contro quelle che sono le avversità che trovo durante la strada. La maggior parte delle persone soffre di cose che devono ancora avvenire, noi abbiamo tutto nelle nostre mani. Non bisogna farsi condizionare da considerazioni e opinioni, abbiamo tutto lì davanti. Questo campionato da un punto di vista di qualità espressa mi ha reso soddisfatto e contento, ma ci sono dei momenti che fanno la differenza e quei momenti lì a volte ce li siamo persi. O per una girata di testa in ritardo, non ho anticipato, non ho percepito, non ho intuito, non ho capito bene quel momento lì, non ho usato bene questo radar che devo usare di continuo, questo passaggio dato con la forza giusta, queste cose ci son successe e ci han penalizzato. Ma la volontà della squadra, il modo di allenarsi, è sempre stato un comportamento serio, responsabile, da gente da Juventus. Ma ci siamo persi quei momenti lì che ci sono costati molto cari. Bisognerebbe essere bravi a far sì che non risuccedano. I cambi modulo, cambi posizione, sono i cambi di posizione che fan la differenza in questo calcio in continuo movimento e intrepretare cose nuove e luoghi diversi nel rettangolo di gioco".

CORSA CHAMPIONS - "C'è un po' di tutto. Poi si riduce tutto a quei momenti: c'è carattere, pressione, gioco di squadra, interpretazione di quei momenti lì. La finestra diventa determinante e ora l'ha iniziato a dire qualcun altro che il calcio è uno sport a basso punteggio, quando è così viene determinato dall'episodio, da quel momento lì, da quella palla lì. Se pensi di essere sfortunato lo diventi. Tu sei quello che se qualcosa gli va male deve considerare di non aver fatto bene quello che doveva fare, devi essere autocritico, devi fare l'esame sempre per avere la possibilità di crescere e imparare cose nuove, è un'imposizione di vita. Bisogna essere bravi a saper direzionare un po' il vento perchè secondo a come lo usi quello che succede il vento dentro le partite ti aiuta a spingere più forte. Sono quei momenti lì, quei palloni lì, poi hanno una fluidità ed evoluzione più importante di altri. Uguale la pressione e tutte queste cose qui. Noi siamo di un livello dove la pressione è un'ambiente per noi naturale, non è differente".

INTER - "La differenza con l'Inter sono i punti con le piccole e servono giocatori esperti? Fare un paragone con l'Inter non lo so fare. Loro sono costruiti in maniera corretta, hanno esperienza e forza mentale. Noi abbiamo meno forza caratteriale, una differenza c'è, non è solo una partita. Sono d'accordo con Marotta che serve anche esperienza. Secondo me noi siamo una squadra che può crescere, c'è potenzialità di crescita. Sono stati fatti passi in avanti importanti".

MERCATO - "Abbiamo un futuro. Cercheremo di migliorare la squadra tutti insieme. Abbiamo già prenotato un pullman a due piani per tutti i giocatori che voi ci accostate, ma la vedo difficile che arriveranno tutti. Gran parte della squadra infatti rimarrà la stessa, i giocatori devono essere convinti che devono far parte del futuro. Stravolgere completamente una squadra non è facile, è bene che i calciatori sappiano che molti faranno parte della prossima Juventus. E che devono metterci di più rispetto a quello che abbiamo fatto quest'anno".

OPENDA - "Sparito? È uno di quegli errori che ho fatto io e che non avete citato fino a questo momento. Io devo scegliere e le scelte le faccio considerando tutto, ma qualcosa mi perdo di sicuro. Openda si sta impegnando bene, è micidiale come disponibilità e professionalità. È pronto a mettersi a disposizione anche per 2 minuti, gli vogliono bene tutti. Se non l'ho fatto giocare è perché credevo che fossero meglio gli altri".