ATTEGGIAMENTO - "Cambia poco, sono anziano e per quelli come me, e i miei figli me lo ricordano sempre, modificare il mio atteggiamento e il mio pensiero è una gara dura, però bisogna cercare di aggiornarsi e stare al passo con i tempi, ma i giocatori svegli come ho io diventano uno stimolo importante".
RIGORI - "Per me né quello tolto alla Cremonese, né quello dato a noi".
SQUADRA - "C'era l'ambizione di far credere ai calciatori che poi avevano potenzialità superiori, perchè io sono convinto che siano stati guardati prima di averli acquistati, poi sono convinto, avendo visto e conosciuto dei calciatori anche solo per televisione, qualcuno per averci giocato contro, che con un po' di convinzione potessero fare di più. Ma poi si comincia a lavorare e non si sa dove si va a finire, può prendere una piega in un verso o in un altro. Però ho trovato grandissima disponibilità, dei ragazzi perbene, superprofessionali, superintelligenti, perchè poi è sempre questa la differenza, di avere un buon senso per quelle che sono le cose che devi sviluppare e che devi fare, perchè sei un professionista che gioca nella Juventus".
MCKENNIE - "Sì, è entrato un po' sotto livello, perchè il primo pezzo della partita l'ha fatto sotto livello, poi naturalmente si è accorto che doveva accelerare e lui ha qusta capacità di essere un calciatore modernissimo, si è accorto che doveva accelerare. Lui sa trovarsi in relazione con i compagni in qualsiasi posizione tu lo metta, sa bene fare questi duelli, perchè ora per avere la possibilità di giocare bisogna vincere molti duelli, perchè funziona così nel calcio attuale. E lui ha tutte le caratteristiche, sa attaccare, sa difendere, poi perde qualcosa in quella che è la pulizia di gioco e nelle scelte, ma il suo duello personale lo porta sempre a casa. Sa comportarsi bene in qualsiasi ruolo, lui passa da ala sinistra a far gol, dal difendere come terzino terzino destro con una facilità, anzi è così stimolato quando gli fai fare questi ruoli così contrapposti, sorride, parte ed esegue, è totalmente esecutivo per quello che gli chiedi, per cui è un calciatore forte che non scopro io".
DAVID - "David è un calciatore che sa giocare a calcio, è uno molto tecnico, molto pulito, che sa che scelte fare, è uno molto freddo sotto porta, perchè lui sa fare gol. Poi ha il problema della velocità finale, da non confondere con la resistenza perchè ne ha da vendere, ha il problema della scocca, perchè quando un difensore come Baschirotto lo va a pigiare, subisce la pressione, l'impatto fisico, ma se la squadra riesce a giocare a calcio, riesce a metterelo in condizione di relazionare, è uno che si sa comportare e ha grandissima personalità".
MIGLIORAMENTI - "La ringrazio per i complimenti, lo dirò anche a mia mamma. Quello che diventa fondamentale è che sono loro i protagonisti, soprattutto in questo calcio dove non c’è una squadra che può avere un vantaggio sull’altra, si parte sempre da 10 duelli, dalla possibilità di giocare per portare la partita su un piano più tecnico. La somma dei nomi sulle nostre maglie da più possibilità alla somma dei nomi della nostra avversaria. Però poi bisogna guadagnarsi tutto, nei duelli fisici, nella pulizia. Bisogna passare dallo step di essere squadra, quella è la mia conoscenza da quando faccio questo lavoro. Diventa poi più facile far loro provare piacere quando si tocca più palla, quando devi gestire la prestazione tua e della squadra. Per ora abbiamo fatto passi in avanti. Ci deve venire in maniera naturale essere squadra, giocare a visto aperto contro chiunque. È la storia della nostra società che ce lo impone, di quelli che sono stati i comportamenti di chi ci ha preceduto. Quando si vanno a migliorare delle cose per non essere presuntuosi sono soddisfatto".
RUOLI - "È un’analisi bellina quella che ha fatto e ha riscontro. Gli si fa credere che nessuno ha un ruolo preciso per non dare riferimenti agli altri. È soluzione del calcio moderno cambiarsi di ruolo. Quello che sembrava poter essere un piccolo difetto non avere doppi ruoli è diventata una qualità. L’abbiamo presa come se fosse una cosa sulla quale montarci ancora addosso con più peso e più ricerca e un pochettino funziona ma quello che diventa difficilissimo è mantenere una logica, una intelligenza, un equilibrio. Quando giochi contro di loro Vardy ti mette in difficoltà… Visto che ne abbiamo subite pochissime stasera, quella è una cosa importantissima".
OBIETTIVI - "Non bisogna prendere decisioni a lungo termine con emozioni a breve termine. Bisogna rifare la stessa partita fatta oggi nella prossima gara di calendario e far vedere che ci abbiamo messo cose sopra. Non dobbiamo perdere questa curiosità e questa convinzione che ci siano qualità da mettere dentro la partita. I calciatori li abbiamo per alzare ancora l’asticella e anche stasera l’han fatto vedere a modo loro. Bisogna martellare su questo fatto di essere sempre esecutivi, feroci in qualsiasi cosa facciamo".
CLASSIFICA - "Non mi ci so mettere in quei panni là. Bisogna essere abbastanza realisti. Ma anche chi è dietro noi…L’Atalanta è fortissima, Palladino sta facendo un lavoro eccezionale. Se sbagli partite te le trovi tutte addosso. Il Bologna, il Como".
FABREGAS - "Ho letto che Fabregas ha allargato il campo, 50cm di qui e di là. Io se fossi un calciatore vorrei essere allenato da Fabregas. Una roba che non vedo l’ora di giocarci per fargli i complimenti. Da queste qualità così ricercate nei particolari trovi la differenza per andare avanti, voglio sentire cosa mi dice quando glielo chiederà. Lo apprezzavo e ammiravo già prima, ora per me è diventato un idolo".
VOTO - "Gli do un voto buono, non altissimo perché ci sono tante cose che non ci siamo accorti che potevano darci un ulteriore step in avanti. Ma quando c’è entusiasmo, quando le cose funzionano, facendo le cose fatte bene ci si chiama un po’ di buona sorte. Fare le cose con ripetitività, con le scelte giuste, ti vengono a favore qualche episodio. Ma la partita la squadra l’ha fatta e non è per noi tanto semplice. È una situazione un po’ nuova essere così ripetitivi, sono diverse partite che facciamo bene e gli si dice bravi. 7 glielo darei".
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